Uno studio biomeccanico applicato al basket spiega perché come l'efficacia di un tiro libero dipenda da controllo del movimento, angolo corretto e altri parametri.
Il giocatore di Golden State Warriors Stephen Curry prima di un tiro libero. Getty Images
Nel basket moderno il tiro libero è uno dei pochi gesti quasi completamente controllabili e spesso decisivo nei momenti chiave della partita. Proprio per questo è stato analizzato in uno studio pubblicato su Frontiers in Sports and Active Living (Cabarkapa et al., 2023), che ha utilizzato un avanzato sistema di motion capture tridimensionale senza marker per studiarne la biomeccanica in modo dettagliato.
I numeri del tiro libero efficace
I ricercatori hanno confrontato giocatori con alta percentuale di realizzazione dalla lunetta (≥70%) e giocatori con percentuali più basse (<70%), analizzando sia la fase di preparazione sia il momento del rilascio della palla. I risultati mostrano che il tiro libero efficace non è una questione di forza, ma di controllo e stabilità del movimento.
L'angolo magico
Dal punto di vista fisico, la letteratura scientifica converge su alcuni valori ottimali. L'angolo di rilascio più efficace è compreso tra 50 e 52 gradi, mentre la velocità di uscita della palla è relativamente contenuta, circa 7,0–7,5 m/s. In queste condizioni il tempo di volo è di circa 1 secondo. La palla ruota all'indietro con un backspin di 2–3 giri al secondo, che stabilizza la traiettoria e aumenta le probabilità di segnare in caso di contatto con il ferro.
Il tiro più efficace non mira al centro geometrico del canestro, ma a un punto leggermente arretrato, la parte posteriore del ferro (riferendoci, per capirci, al punto di vista del tiratore: dunque verso il tabellone). Con una traiettoria più arcuata, la palla dispone di un margine di errore di circa 4–5 centimetri, entrando con maggiore probabilità anche se il tiro non è perfettamente centrato.
I numeri del tiro libero infallibile
Lo studio aggiunge un elemento chiave: i giocatori più precisi eseguono il gesto con velocità articolari inferiori, in particolare a livello di ginocchia e centro di massa. In altre parole: le ginocchia si estendono più dolcemente, non con una spinta rapida o brusca, e il corpo sale e si "raddrizza" con continuità, senza scatti, con un movimento complessivo più fluido e ripetibile. Inoltre, il rilascio della palla avviene da un'altezza mediamente maggiore, intorno a 2,0–2,2 metri, mantenendo il busto più verticale e riducendo l'inclinazione in avanti.
Un dato particolarmente interessante riguarda il confronto tra tiri segnati ed errori tra i giocatori più precisi: forzare l'altezza di rilascio può risultare controproducente. Nei tiri sbagliati, infatti, l'estensione eccessiva rompe l'equilibrio del gesto, confermando che il tiro libero è un movimento sub-massimale (cioè in cui nessuno dei fattori assume il suo valore massimo) basato su ritmo, coordinazione e controllo.
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