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Maradona lo aveva demolito quando divenne tecnico dell'Argentina. Ora può centrare il secondo titolo consecutivo. Detto "Il piangione", in panchina non tradisce emozioni. Il passato da calciatore con Lazio e Atalanta
16 luglio - 18:14 - ATLANTA (USA)
"Non sono un mago. Lo dico con il cuore: sono i calciatori che giocano, senza di loro non andiamo da nessuna parte". Lionel Scaloni, 48 anni, allenatore da due finali mondiali consecutive, è la semplicità in persona. Ha appena terminato una partita epica rimontando l’Inghilterra, ha gli occhi di centinaia di giornalisti addosso, nella sala conferenze; la famiglia che lo guarda in un angolo; lo streaming che diffonde le sue parole in tutto il mondo. E l’immagine che si riflette è quella di un uomo tranquillo, stavolta non ha nemmeno pianto, lui che viene chiamato la Llorona, il piangione, per la commozione facile. In panchina le sue non-esultanze sono diventate il suo marchio.


