Sarri, alta tensione: dal flop Europa all’addio vicino, la Lazio è in bilico

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Il club aspetta di capire se Maurizio ci sarà nel derby A fine stagione separazione sempre più probabile

Stefano Cieri

Giornalista

15 maggio - 12:05 - ROMA

Sono giorni ad altissima tensione per Maurizio Sarri, tra delusione per la Coppa Italia, rabbia per il derby alle 12 e i dubbi sempre più consistenti sulla permanenza alla Lazio. Facile prevedere che in queste ore il suo già corposo consumo di sigarette sia ulteriormente cresciuto. Il Comandante è combattuto come non mai e oggi, alla ripresa degli allenamenti dopo il riposo di ieri, sarà interessante capire il suo stato d’animo. Se avrà assorbito la botta della Coppa Italia; se davvero darà seguito alla provocazione di non sedersi in panchina al derby; e se, soprattutto, le due partite che chiuderanno il campionato saranno le sue ultime con la Lazio. 

di male in peggio

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Il "day after" della finale di Coppa Italia sarebbe stato comunque difficile per l’allenatore toscano. La notizia, arrivata nel tardo pomeriggio, della decisione della Lega, avallata dalla Prefettura, di far giocare il derby alle 12 di domenica ha reso la giornata ancora più nera. "Se si gioca lunedì sera ci sarò, nel caso in cui decideranno di farlo a mezzogiorno di domenica io non ci sarò. E se fossi il presidente non presenterei proprio la squadra", ha tuonato Sarri al termine della finale di Coppa Italia. Solo una provocazione? Chi conosce bene il Comandante assicura che la sua è un’intenzione reale, anche se l’effettiva attuazione del proposito resta improbabile. Il tecnico non riesce a farsi una ragione di una partita così delicata e importante fatta giocare in un orario in cui il caldo condizionerà necessariamente la prestazione dei giocatori. E, inevitabilmente, danneggerà di più chi (la sua squadra) ha giocato un match tosto come un finale di Coppa appena tre giorni e mezzo prima. Il tecnico preparerà in ogni caso la stracittadina con la consueta meticolosità e poi deciderà il da farsi. Ma, specie se glielo dovessero supplicare i giocatori, alla fine andrà in campo. 

verso la separazione

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La società, nel frattempo, evita di esprimersi. Considera quella di Sarri solo una provocazione, per quanto comprensibile. Se non dovesse essere così si rischierebbe un contenzioso tra allenatore e club (i dirigenti non hanno alcuna intenzione di affrontare il derby senza una guida in panchina). Contenzioso che, sotto altre forme, si profila comunque. Perché è sempre più probabile che a fine stagione le strade di tecnico e società si separino, nonostante il contratto in scadenza nel 2028 (a 3 milioni netti a stagione). Sarri ha più volte detto che, viste le tante difficoltà di questa stagione (dal mercato bloccato in avanti) sarebbe rimasto fino alla fine dell’anno senza però dare garanzie sul dopo. La chiusura deludente della stagione della Lazio, rimasta per il secondo anno consecutivo fuori dalle coppe (non accadeva dal biennio 2004-05/2005-06, venti anni fa) rende la permanenza del tecnico ancora più complicata. In ogni caso la separazione non sarà facile da mettere in pratica, vista la presenza di quel contratto a cifre anche piuttosto alte, a meno che una delle due parti non decida di forzare la situazione. Intanto la società di Lotito si sta già guardando attorno alla ricerca di un nuovo allenatore. I profili che piacciono sono quelli di Raffaele Palladino (se lascerà l’Atalanta), del tedesco Runjaic (che è però sotto contratto con l’Udinese fino al 2027) e dell’ex c.t. della Nazionale Rino Gattuso.

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