In un momento in cui il calcio italiano deve ripensarsi, il Diavolo ha diversi talenti potenzialmente validi per la Nazionale, inclusi Bartesaghi e Comotto
Francesco Albanesi
23 aprile - 12:46 - MILANO
Tra Houston e l’Italia corre una linea sottile, quasi simbolica, che non porta sulla Luna ma dritta al cuore di uno dei temi più discussi del calcio moderno: la crescita dei giovani talenti. Un problema complesso, spesso affrontato tra le polemiche, che chiama in causa strutture, investimenti e visioni a lungo termine. In questo scenario, mentre il dibattito resta aperto e talvolta inconcludente, alcuni club provano a dare risposte concrete. Tra questi c’è il Milan, che continua a posizionarsi in prima linea nello sviluppo dei giovani italiani, al di là delle apparenze. È vero, nella prima squadra di Allegri gli italiani stabilmente titolari sono due (Gabbia e Bartesaghi), ma dietro le quinte c’è un laboratorio che funziona bene. Zeroli, Camarda e Comotto sono gli altri giovani rossoneri in rampa di lancio che sognano ad occhi aperti. Magari di giocare un Mondiale: se tutto va bene, sarà tra quattro anni.
bartesaghi e camarda
—
Bartesaghi è l’ultimo fiore all’occhiello uscito dal laboratorio di Milanello. Un anno fa, più o meno di questi tempi, si giocava la permanenza in Serie C col Milan Futuro, sfumata poi ai playout contro la Spal. Dodici mesi dopo è diventato il sostituto di Theo Hernandez in prima squadra, complice anche l’impatto piuttosto tiepido di Estupinan, acquistato originariamente per rimpiazzare il francese. Allegri ci ha messo poco a inquadrarlo: ragazzo pronto, ordinato, duttile (può fare anche il terzo di difesa) e diligente. E Bartesaghi ha risposto presente. A dicembre si è tolto pure lo sfizio di segnare una doppietta al Sassuolo, diventando il difensore più giovane a riuscirci in Serie A con la maglia del Milan. Non male alla prima stagione coi grandi. È stabilmente nell’Under 21 di Baldini, ma la sensazione è che la chiamata della nazionale maggiore sia solo questione di tempo. Per l'attacco, invece, c’è Francesco Camarda, l’uomo da oltre 500 gol nelle giovanili del Milan. In estate è passato in prestito al Lecce, trovando anche il primo gol in Serie A, prima dello stop per l’operazione alla spalla destra a fine gennaio. Camarda è del 2008 e in Serie A vanta 29 presenze. In estate tornerà alla base, poi facile ipotizzare che riparta in prestito. Con l'Under 21 è una sentenza: 4 gol in 4 partite.
zeroli e comotto
—
In Serie B ci sono due centrocampisti di proprietà del Milan che stanno ben figurando. Kevin Zeroli è stato il capitano del Milan Primavera e da gennaio gioca alla Juve Stabia, dove ha segnato un gol in 7 presenze (5 da titolare). La prima parte di stagione l’aveva fatta a Monza, ma di spazio ne ha trovato poco. A Castellammare Zeroli ha avuto continuità, prima di fermarsi: non gioca da febbraio per infortunio. È un centrocampista del 2005, fisico (187 centimetri), che può fare sia la mezzala che il mediano. Per ora una sola presenza con l’Under 21 di Silvio Baldini, ma margine ce n’è. In Liguria, invece, cresce Christian Comotto, figlio d’arte e talento da tenere d’occhio. Qualche mese fa segnava anche un rigore decisivo contro l’Arsenal durante la tournée estiva con la prima squadra. Ad Allegri piace per personalità. Da agosto gioca allo Spezia in prestito: 25 presenze, 7 da titolare. Nel complesso sta facendo bene, nonostante non sia ancora maggiorenne (il 25 aprile ne fa 18). Con l’Under 21 si era anche guadagnato una preconvocazione, poi non concretizzata (4 presenze con l’Under 19, al momento). Al Milan, l’anno prossimo, può restare se sarà il sesto di centrocampo. Altrimenti, andrà a giocare. Richieste dalla Serie A non mancano.


