San Antonio elimina Minnesota, finale a Ovest con i Thunder. Detroit sbanca Cleveland e forza gara-7

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Gli Spurs sbancano Minneapolis trascinati dal 21enne Castle e dopo 9 anni tornano in finale. I Pistons dominano e lunedì si giocheranno la bella in casa

Riccardo Pratesi

Collaboratore

16 maggio - 07:22 - MILANO

San Antonio sbanca il Target Center di Minneapolis e conquista la finale di Conference dell’Ovest. Si guadagna l’incrocio con Oklahoma City, forse la finale anticipata, Gara 1 è in programma dalle 2.30 di martedì, ora italiana. Gli Spurs chiudono 4-2 la serie coi Wolves trascinati da Stephon Castle di cui si parla troppo poco: appena 21enne, già fenomenale. Detroit si salva spalle al muro, stravince a Cleveland e forza Gara 7. I Pistons hanno già saputo completare la rimonta al primo turno contro Orlando, ci riprovano. La “bella” la giocheranno in casa dalle 2 di lunedì ora italiana, partiranno favoriti dopo questa prova di personalità e nervi saldi. 

Minnesota Timberwolves guard Anthony Edwards, left, drives against San Antonio Spurs guard Stephon Castle, right, during the first half of Game 6 of an NBA basketball second-round playoffs series in Minneapolis, Friday, May 15, 2026. (AP Photo/Abbie Parr)

MINNESOTA-SAN ANTONIO 109-139 (serie 2-4)

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Gli Spurs sono diventati grandi presto. Fanno un figurone a Minneapolis. Sbarazzini, con le facce giovani, ma maturi ben oltre i loro anni. Pericolosi. Stravincono al Target Center senza per una volta dover chiedere a Victor Wembanyama di fare gli straordinari. Stavolta a prendersi la vetrina sono gli esterni, soprattutto Stephon Castle dall’alto dei 32 punti. Gli entrano pure le triple, diventa uno spauracchio. Lui, la matricola Dylan Harper, l’elettrico De’Aaron Fox e il solido Darius Vassell: l’attacco spazza via la difesa Wolves e porta San Antonio in finale dell’Ovest per la prima volta dal 2017. L’incrocio è con Oklahoma City, i campioni in carica, lo squadrone col miglior record Nba. Occhio a dare per spacciati gli Spurs però, come ricordano i precedenti stagionali, a loro favorevoli. I Lupi dopo due finali di conference di fila stavolta si fermano un turno prima. Manca un regista cerebrale che possa raccogliere l’eredità del logoro Mike Conley e Rudy Gobert ha limiti offensivi esagerati. Stesso discorso per Julius Randle, per inefficienza e pessime letture di gioco. Ma con Anthony Edwards non partono mai battuti, in prospettiva. 

la partita

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36-27 Spurs dopo i primi 12’, Stephon Castle già con 14 punti. Poi i texani esondano. Wemby, Castle, Harper, persino il baby Carter Bryant: segnano tutti. Gli Spurs cominciano il 2° quarto 20-0, allungando 56-27. Un pugno da k.o.. Feroce, definitivo. Minny parte 0/10 nel 2° periodo, concede la transizione agli Spurs che la trasformano in punti facili. I Wolves potrebbero arrendersi, invece reagiscono trascinati da Naz Reid e dal solito Edwards, che riporta i suoi sul -13, sul 61-74 a metà gara. Fox zoppica in spogliatoio prima dell’intervallo, dolorante alla caviglia sinistra. Dopo 24’ San Antonio tira 8/16 da 3 punti, chiuderà 18/38. Fox è sul parquet alla ripartenza, Terrence Shannon in quintetto per i Lupi. Gli Spurs finiscono il lavoro. Le guardie sono favolose e intercambiabili, la difesa di Minny non trova antidoti, va sotto 84-110 dopo 36’. Game over. Spurs avanti, Wolves in vacanza. 

Minnesota: Edwards 24 (7/19, 2/7, 4/7 t.l.), Shannon 21, Reid 18. Rimbalzi: Randle/Reid 7. Assist: Dosunmu 9. 

San Antonio: Castle 32 (6/9, 5/7, 5/6 t.l.), Fox 21, Wembanyama 19. Rimbalzi: Castle 11. Assist: Fox 9.

Detroit Pistons' Cade Cunningham (2) shoots over Cleveland Cavaliers' Dean Wade (32) in the first half of Game 6 of a second-round NBA basketball playoffs series Friday, May 15, 2026, in Cleveland. (AP Photo/Sue Ogrocki)

cLEVELAND-DETROIT 94-115 (serie 3-3)

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 I Pistons lo fanno un’altra volta. Spalle al muro, a una sconfitta dall’eliminazione dai playoff, tirano fuori il meglio e restano in corsa. Vincono, anzi stravincono alla Rocket Arena di Cleveland, trascinati nel primo tempo da Cade Cunningham e nel secondo dalla panchina, che porta 48 punti in dote. I 17 di Paul Reed e i 14 di Duncan Robinson fanno la differenza. Come successo per tre volte contro Orlando, rimontata da 1-3 nella serie di 1° turno, Detroit mostra forza fisica e mentale con la stagione in bilico. Difende forte e non s’arrende mai. Cleveland era imbattuta in casa ai playoff: 6 vittorie su 6 partite. Crolla sul più bello, a un successo dalla finale di conference dell’Est contro New York. Donovan Mitchell nel secondo tempo segna solo 5 punti, James Harden commette 8 palle perse, il 38% al tiro dal campo dice tutto. Rimandati. A Gara 7, in programma a Detroit 48 ore dopo. 

 Caris LeVert #8 of the Detroit Pistons shoots the ball against Dennis Schroder #8 of the Cleveland Cavaliers during the third period in Game Six of the Second Round of the NBA Eastern Conference Playoffs at Rocket Arena on May 15, 2026 in Cleveland, Ohio. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement.   Gregory Shamus/Getty Images/AFP (Photo by Gregory Shamus / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

la partita

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Robinson, recuperato, parte dalla panchina. Detroit avanti 27-25 a fine 1° quarto, poi 39-27 dopo una tripla di Cunningham. Però Ausar Thompson si becca un fallo flagrant per uno spintone a Sam Merrill e Cleveland chiude il primo tempo con un 7-0 di parziale che la riporta sotto: 51-54 a metà gara. Cunningham 16 punti, Mitchell 13. Harris 0. Diventa 68-55 Detroit dopo una schiacciata di Thompson, a metà 3° quarto Duren si storce la caviglia sinistra – rientrerà - lo sostituisce Reed che incanta. Il salvagente Cavs diventa la lunetta – avevano tirato 40 liberi in più di Detroit nelle ultime due gare -, così erodono lo svantaggio. Ma è 84-70 Pistons a fine 3° quarto col canestro sulla sirena di Marcus Sasser. Daniss Jenkins segna i canestri che chiudono i conti. I Pistons non mollano, forzano il ritorno a Detroit. 

Cleveland: Harden 23 (3/5, 3/8, 8/10 t.l.), Mitchell/Mobley 18. Rimbalzi: Allen/Strus 8. Assist: Harden 4. 

Detroit: Cunningham 21 (2/9, 5/10, 2/2 t.l.), Reed 17, Jenkins/Duren 15. Rimbalzi: Duren 11. Assist: Cunningham 8. 

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