Gli Spurs sbancano Minneapolis trascinati dal 21enne Castle e dopo 9 anni tornano in finale. I Pistons dominano e lunedì si giocheranno la bella in casa
San Antonio sbanca il Target Center di Minneapolis e conquista la finale di Conference dell’Ovest. Si guadagna l’incrocio con Oklahoma City, forse la finale anticipata, Gara 1 è in programma dalle 2.30 di martedì, ora italiana. Gli Spurs chiudono 4-2 la serie coi Wolves trascinati da Stephon Castle di cui si parla troppo poco: appena 21enne, già fenomenale. Detroit si salva spalle al muro, stravince a Cleveland e forza Gara 7. I Pistons hanno già saputo completare la rimonta al primo turno contro Orlando, ci riprovano. La “bella” la giocheranno in casa dalle 2 di lunedì ora italiana, partiranno favoriti dopo questa prova di personalità e nervi saldi.
MINNESOTA-SAN ANTONIO 109-139 (serie 2-4)
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Gli Spurs sono diventati grandi presto. Fanno un figurone a Minneapolis. Sbarazzini, con le facce giovani, ma maturi ben oltre i loro anni. Pericolosi. Stravincono al Target Center senza per una volta dover chiedere a Victor Wembanyama di fare gli straordinari. Stavolta a prendersi la vetrina sono gli esterni, soprattutto Stephon Castle dall’alto dei 32 punti. Gli entrano pure le triple, diventa uno spauracchio. Lui, la matricola Dylan Harper, l’elettrico De’Aaron Fox e il solido Darius Vassell: l’attacco spazza via la difesa Wolves e porta San Antonio in finale dell’Ovest per la prima volta dal 2017. L’incrocio è con Oklahoma City, i campioni in carica, lo squadrone col miglior record Nba. Occhio a dare per spacciati gli Spurs però, come ricordano i precedenti stagionali, a loro favorevoli. I Lupi dopo due finali di conference di fila stavolta si fermano un turno prima. Manca un regista cerebrale che possa raccogliere l’eredità del logoro Mike Conley e Rudy Gobert ha limiti offensivi esagerati. Stesso discorso per Julius Randle, per inefficienza e pessime letture di gioco. Ma con Anthony Edwards non partono mai battuti, in prospettiva.
la partita
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36-27 Spurs dopo i primi 12’, Stephon Castle già con 14 punti. Poi i texani esondano. Wemby, Castle, Harper, persino il baby Carter Bryant: segnano tutti. Gli Spurs cominciano il 2° quarto 20-0, allungando 56-27. Un pugno da k.o.. Feroce, definitivo. Minny parte 0/10 nel 2° periodo, concede la transizione agli Spurs che la trasformano in punti facili. I Wolves potrebbero arrendersi, invece reagiscono trascinati da Naz Reid e dal solito Edwards, che riporta i suoi sul -13, sul 61-74 a metà gara. Fox zoppica in spogliatoio prima dell’intervallo, dolorante alla caviglia sinistra. Dopo 24’ San Antonio tira 8/16 da 3 punti, chiuderà 18/38. Fox è sul parquet alla ripartenza, Terrence Shannon in quintetto per i Lupi. Gli Spurs finiscono il lavoro. Le guardie sono favolose e intercambiabili, la difesa di Minny non trova antidoti, va sotto 84-110 dopo 36’. Game over. Spurs avanti, Wolves in vacanza.
Minnesota: Edwards 24 (7/19, 2/7, 4/7 t.l.), Shannon 21, Reid 18. Rimbalzi: Randle/Reid 7. Assist: Dosunmu 9.
San Antonio: Castle 32 (6/9, 5/7, 5/6 t.l.), Fox 21, Wembanyama 19. Rimbalzi: Castle 11. Assist: Fox 9.
cLEVELAND-DETROIT 94-115 (serie 3-3)
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I Pistons lo fanno un’altra volta. Spalle al muro, a una sconfitta dall’eliminazione dai playoff, tirano fuori il meglio e restano in corsa. Vincono, anzi stravincono alla Rocket Arena di Cleveland, trascinati nel primo tempo da Cade Cunningham e nel secondo dalla panchina, che porta 48 punti in dote. I 17 di Paul Reed e i 14 di Duncan Robinson fanno la differenza. Come successo per tre volte contro Orlando, rimontata da 1-3 nella serie di 1° turno, Detroit mostra forza fisica e mentale con la stagione in bilico. Difende forte e non s’arrende mai. Cleveland era imbattuta in casa ai playoff: 6 vittorie su 6 partite. Crolla sul più bello, a un successo dalla finale di conference dell’Est contro New York. Donovan Mitchell nel secondo tempo segna solo 5 punti, James Harden commette 8 palle perse, il 38% al tiro dal campo dice tutto. Rimandati. A Gara 7, in programma a Detroit 48 ore dopo.
la partita
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Robinson, recuperato, parte dalla panchina. Detroit avanti 27-25 a fine 1° quarto, poi 39-27 dopo una tripla di Cunningham. Però Ausar Thompson si becca un fallo flagrant per uno spintone a Sam Merrill e Cleveland chiude il primo tempo con un 7-0 di parziale che la riporta sotto: 51-54 a metà gara. Cunningham 16 punti, Mitchell 13. Harris 0. Diventa 68-55 Detroit dopo una schiacciata di Thompson, a metà 3° quarto Duren si storce la caviglia sinistra – rientrerà - lo sostituisce Reed che incanta. Il salvagente Cavs diventa la lunetta – avevano tirato 40 liberi in più di Detroit nelle ultime due gare -, così erodono lo svantaggio. Ma è 84-70 Pistons a fine 3° quarto col canestro sulla sirena di Marcus Sasser. Daniss Jenkins segna i canestri che chiudono i conti. I Pistons non mollano, forzano il ritorno a Detroit.
Cleveland: Harden 23 (3/5, 3/8, 8/10 t.l.), Mitchell/Mobley 18. Rimbalzi: Allen/Strus 8. Assist: Harden 4.
Detroit: Cunningham 21 (2/9, 5/10, 2/2 t.l.), Reed 17, Jenkins/Duren 15. Rimbalzi: Duren 11. Assist: Cunningham 8.

