Nel 2025 i giornalisti che esercitano
la libera professione "che hanno presentato denuncia reddituale
sono stati 20.547, circa 400 in più rispetto all'anno
precedente" ed il loro "reddito medio pro capite supera per la
prima volta i 18.000 euro, attestandosi a 18.341 (contro i
17.342 del 2024)". Invece, per ciò che concerne le
collaborazioni coordinate e continuative, "i rapporti di lavoro
parasubordinato hanno riguardato 5.265 giornalisti, in calo di
circa 200 unità ed il reddito medio pro capite si attesta a
10.857 euro, in lieve flessione rispetto al 2024, quando
superava di poco gli 11.000 euro".
È ciò che si apprende dopo l'approvazione dal parte del
Consiglio di indirizzo generale dell'Inpgi (la Cassa
previdenziale degli autonomi della categoria, visto che i
dipendenti sono confluiti nell'Inps dal 2022, ndr) del bilancio
consuntivo 2025, che "chiude con un risultato positivo di
233,529 milioni, in forte crescita rispetto ai 123,855 del
2024".
I ricavi della gestione previdenziale, si sottolinea, "si
attestano a 260,774 milioni, con un incremento di 117,658
milioni su base annua: a trainare il dato sono in particolare i
maggiori contributi derivanti dalle ricongiunzioni dei periodi
assicurativi, che nel 2025 raggiungono quota 186,747 milioni".
"Sono dati molto positivi quelli del consuntivo 2025 -
commenta il presidente dell'Ente Roberto Ginex - ma che
impongono profonde riflessioni su una platea composta in gran
parte da lavoratori autonomi e cococo con compensi ancora troppo
bassi, in questa chiave l'equo compenso è imprescindibile per
consentire ai giornalisti autonomi di avere in futuro un assegno
di pensione dignitoso".
Sul fronte patrimoniale, infine, il risultato del 2025
dell'Inpgi "è positivo per 13,189 milioni, in aumento di 2,028,
rispetto all'anno precedente".
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