Sabatini: "Bologna-Roma? Malen è un algoritmo umano, Orsolini fenomeno in fase no, Castro un crotalo"

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L'ex uomo mercato dei due club sul prossimo euroderby: "Una sfida fratricida, qualcuno ci rimetterà la pelle. Di Cristante non si può fare a meno. La coerenza a tutti i costi è idiozia, e Italiano è stato intelligente a cambiare senza drammi"

Matteo Dalla Vite

Giornalista

28 febbraio - 10:04 - BOLOGNA

"Noooo". Pausa. "Stavo scrivendo alcuni appunti e non ho visto. Davvero?". Altra pausa. "Ora che lo so mi... girano e provo un grande fastidio". Pausa e ripartenza. "Bologna-Roma per me è una sfida fratricida, una tragedia sportiva". Schiettamente e sentitamente vostro: Walter Sabatini, la Roma addosso, il Bologna dentro e tutta la sua serie di valutazioni, iperboli geniali, considerazioni e approfondimenti calcistici che ne seguono e ne conseguono. 

Walter è a casa, risponde al volo poco dopo il sorteggione. 

"Ma lo sa che a ottobre dissi che Roma e Bologna avrebbero potuto vincere lo scudetto?". 

Certo che sì. Altri tempi... 

"Sia chiaro: era quel che sentivo in quel momento in base al calcio e alla crescita che entrambe stavano esprimendo. Insomma, non era un’espressione o un’osservazione ciarlatana. Il Bologna faceva un calcio superlativo, lo pensavo imbattibile tanto faceva bene le cose, ero molto ammirato. E la Roma faceva passi da gigante, con Gasp che stava già facendo un lavoro super e che avrebbe dovuto migliorare la fase offensiva. Infatti, con Malen...". 

E ora, in Europa League, come la mettiamo? 

"A ottobre avrei detto che sarebbe stato favorito il Bologna ma adesso diciamo che è leggermente, leggermente, prevalente la Roma. Una sensazione dell’oggi. Comunque è una brutta partita perché qualcuno ci rimette le penne. E non mi piace". 

Il Bologna è diverso da quello di novembre: troppe legnate lo hanno indotto a una metamorfosi. 

"Io Vincenzo lo applaudo: perché da quando è arrivato si è messo dentro al sistema-Bologna con umiltà e competenza. Poi, con giudizio, è intervenuto cercando correggere i drammi domenicali: Italiano è stato bravo fin dall’inizio perché ha trovato il modo di gestire una squadra che era stata definita perfetta. Adesso ha stretto le linee, con intelligenza: ho sempre detto che la coerenza a tutti i costi, smodata, è un segno di idiozia… Lui ha studiato, cambiato e corretto. Ah, mi lasci un minuto in più: lo ha fatto con una società che in ogni suo reparto non ha sbagliato praticamente nulla, non un giocatore; e se un giocatore non è sembrato giusto è perché non ha scintillato". 

Malen, invece, le scintille le fa. 

"I suoi movimenti sono un algoritmo umano, è un fare scientifico, concreto, chirurgico. Malen ha movimenti e sensibilità tecnica, è stato un acquisto formidabile che ha liberato la Roma dalla gabbia offensiva da cui non riusciva a uscire". 

C’è uno stallo, invece, a Bologna: Orsolini. 

"Riccardo così mi sconcerta. Non so se si sia involuto, penso sia una fase. Se la concorrenza di Bernardeschi può avere inciso? Non credo gli stia dando fastidio. Riccardo ha uno spirito buono, non è di quelli che sbrocca per invidia, non conosce sentimenti deteriori. Per me è una questione fisica. Il pensiero della Nazionale come distrazione? Ma è fondamentale che ci pensi. Un Orsolini al 100% vale un’immensità. Ai tempi di Bologna dissi che valeva 70 milioni: era arrivato a quel punto, non voglio che ritorni indietro". 

Quanto Gasperini c’è nella Roma di oggi? 

"La puntualità calcistica, la grinta, e uno spogliatoio solido e collaborativo lo ha reso ancora più forte e importante. Vedo nella Roma uno zoccolo duro con Mancini, Pellegrini e Cristante che fanno tanto: si aiutano e aiutano i compagni. Ed è un punto forte in comune col Bologna: quando si va in difficoltà si rischia lo scollamento, ma i gruppi solidi reggono tutto. Pensate solo al lavoro che da anni sta facendo Lollo De Silvestri, lui con gli altri che sono in rossoblù da tempo. E poi a Bologna ho visto una cosa che alza la temperatura a tutte le squadre. Ho avvertito simbiosi fortissima fra città e ambiente-squadra, potente, ed è poi quello per cui tutti i tesserati di un club lavorano: la felicità della gente. A me sembra che Bologna da tempo viva in una bolla di felicità". 

Chi non toglierebbe mai a Roma e Bologna? 

"Cristante è irrinunciabile. È stato vittima di qualche sussurro della gente ma ha la capacità di saper fare tutto. E Castro: appena l’ho visto giocare ho mandato un messaggio a Marco (Di Vaio, ndr) e gli ho detto 'Avete preso un crotalo'. Colpisce feroce. E gioca con una generosità da campione". 

Senta: ma con Santiago, suo figlio, come la mettiamo? Da cinque mesi è osservatore del Bologna per le giovanili... 

"Vediamo. Lui è un romanista “malato” ma rispetterà il Bologna, su questo ho zero dubbi". 

Mandi un messaggio a Sartori e Massara. 

"Pieno di ammirazione, sono totalmente dalla loro parte. Anzi, forse Sartori si sta avvicinando al dono dell’infallibilità che pensavo di avere ancora io...". Altra pausa. "Ce l’hai sempre tu!" si sente in sottofondo. 

Chi è Walter? 

"Mia moglie...". E giù a ridere.

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