Roma, l'obiettivo? Rientrare nei parametri Uefa. Ed ecco le possibili cessioni

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Per chiudere con un rosso intorno ai 30 milioni, ci vorranno le plusvalenze derivanti da qualche cessione (Baldanzi, Kumbulla) e dalle entrate garantite dal terzo posto e dalla Champions. La cessione di un top (Ndicka?) per i Friedkin sarà soltanto estrema

Francesco Balzani

Collaboratore

2 giugno - 13:56 - MILANO

Giugno, mesi di conti e bilanci da chiudere. Ma anche di prospettive nuove e di sospiri di sollievo grazie a una finale di stagione da applausi. La Roma si appresta ad affrontare l’ultimo tratto che chiuderà, al 30 giugno prossimo, il seetlment agreement con l’Uefa e permetterà ai Friedkin di avere maggiore libertà sul mercato. Un accordo stipulato quattro anni fa e con cui il club si impegnava a rimettere i conti in ordine, ridurre le perdite entro limiti accettabili e tornare finalmente sostenibile dopo gli anni della gestione Pallotta. 

situazione

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 La perdita complessiva del triennio non può superare i 60 milioni. Oltre quella soglia, neppure gli aumenti di capitale possono salvare la situazione. E se lo sforamento dovesse essere più grande scatterebbero le sanzioni sportive: riduzione della rosa o (nei casi più gravi, vedi Marsiglia) esclusione dalle coppe europee. Se la Roma chiuderà l’ultimo bilancio con un rosso tra 25 e 30 milioni (scenario non irrealistico nella logica del business plan approvato dal CdA lo scorso ottobre) gli aggiustamenti tecnici previsti dalle formule Uefa, stimabili in 22-26 milioni, porterebbero il risultato 2026 sostanzialmente a zero secondo i criteri di Nyon consentendo di rispettare il Settlement Agreement. E se i conti del 2026 dovessero rispettare i parametri allora la Roma uscirebbe dal sanguinoso accordo. E quindi dal 1° luglio non sarà più sottoposta al regime speciale che ha pesato su ogni sessione di mercato degli ultimi anni. 

SPONSOR E CHAMPIONS

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E ora arriviamo alle buone notizie. Perché proprio grazie a Gasperini rientrare nei parametri sarà più facile e potrebbe portare solo a una cessione importante smentendo le analisi più pessimistiche fatte a inizio stagione anche dall’ex senior advisor Claudio Ranieri. La prossima Champions, infatti, garantirà alle casse societarie una sessantina di milioni, un’assicurazione sul futuro che l’Uefa non sottovaluterà. Non solo: il terzo posto finale in Serie A vale intorno agli 11 milioni. Poi gli altri introiti: il main sponsor (Eurobet Live), quello di manica (Wizz Air) e il back per le maglie di allenamento previsto entro la fine del mese. Poi c’è la quota spettante per la transazione fra Lega Serie A e IMG: 300 milioni che il colosso del marketing sportivo verserà per aver condizionato le aste dei diritti televisivi all’estero, da suddividere fra i vari club italiani, Roma compresa. 

piano plusvalenze

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L’altra fetta sarà coperta dalle cessioni. E anche qui i Friedkin, insieme a D’Amico (prossimo all’annuncio come nuovo ds) e Gasperini hanno buone speranze. Perché si avvicina la cessione di Baldanzi al Genoa per dieci milioni di euro, il che vorrebbe dire piazzare una minima plusvalenza (venne pagato due anni e mezzo fa 10+5 di bonus) a cui aggiungere quella di Saud (riscatto dal Lens per 3,5 milioni). Ancora più corposa sarebbe quella per Ziolkowski che piace molto al Nottingham Forrest dell’ex ceo Lina Souloukou. Il club inglese vuole offrire 15 milioni, la Roma ne chiede 20 e ha pagato il polacco appena 6,6 milioni la scorsa estate. Poi ci saranno da piazzare Kumbulla (di ritorno dal Maiorca), Salah Eddine e Cherubini. Altri soldi preziosi potrebbero arrivare dalla “causa Calafiori”. La Roma è in causa col Basilea e conta di incassare circa 8 milioni di euro dalla cessione del difensore all’Arsenal di due anni fa grazie al contratto di vendita stipulato ai tempi del passaggio in Svizzera del ragazzo cresciuto a Trigoria. Boccate di ossigeno che aiuterebbero la Roma a rientrare nella forbice dell’accordo con l’Uefa e a pagare al massimo una multa già preventivata dai Friedkin. 

cessione top

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In caso contrario sarà necessaria una cessione eccellente, ma non più due come paventato mesi fa. E qui si entra nella valutazioni delle offerte a prescindere dal seetlment agreement. Tra i cedibili con possibilità di plusvalenza ci sono sicuramente Ndicka e Svilar, entrambi presi a parametro zero. Sul portiere, però, c’è il veto di Gasp a meno di offerte davvero clamorose. Diverso il discorso per il difensore messo nel mirino dall’Inter. La somma derivante da una possibile cessione va però decurtata del 20%, in base agli accordi originari: per esempio, se Ndicka fosse venduto a 40 milioni, 8 spetterebbero a lui. Tra le plusvalenze assicurate ci sarebbe anche Pisilli sondato dal Tottenham, ma per il quale non ci sono ancora offerte. Che potrebbero invece arrivare a giorni per Soulé. L’argentino piace ad Aston Villa, Borussia Dortmund e Bournemouth. La Roma chiede 40 milioni, ma a 35 potrebbe concedere il via libera per poi lanciarsi su Greenwood come sostituto. Più difficile la partenza di Koné che vuole ora concentrarsi sul Mondiale e che viene ritenuto comunque molto importante da Gasperini.

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