Scaduto il 19 giugno il termine per regolarizzare i contrassegni: il Campidoglio elimina la targa più vecchia. E intanto le elettriche pagano per entrare in centro.
Laerte Salvini
23 giugno - 13:30 - MILANO
L'inizio dell'estate porta novità sulle strade della Capitale. Per circa 35mila automobili la viabilità cambierà: lunedì 22 giugno gli uffici della mobilità del Campidoglio hanno avviato l'aggiornamento dei database che, entro due mesi, ripulirà gli elenchi degli ingressi consentiti nelle Zone a traffico limitato. Chi aveva tre vetture collegate al permesso disabili, e non ha indicato entro il 19 giugno quali due tenere, ora se ne vedrà togliere una: la più anziana di immatricolazione. È la parte più visibile di una manovra che riscrive le regole d'accesso al centro storico su due fronti opposti: da un lato si restringe chi entra gratis col contrassegno disabili; dall'altro, dal primo luglio, tocca alle auto elettriche, che non entreranno più gratis in Ztl. Due decisioni distinte, ma parte della stessa storia.
ztl disabili: cosa cambia
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Il principio che il Comune ha messo al centro della riforma è elementare: un solo contrassegno, non più di due automobili. Una principale e una di riserva. La terza, che per anni a Roma è stata registrata ma spesso usata in modi non conformi alle normative, esce di scena. Per capire perché serviva intervenire bastano le proporzioni. In città i Contrassegni Unificati Disabili Europei (Cude) sfioravano quota centomila, ma le targhe agganciate a quei permessi erano lievitate fino a circa duecentomila. Un permesso per due automobili: un rapporto che, su quei numeri, raccontava da solo quanto lo strumento si fosse allargato oltre la sua funzione.
le fasi
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Il riordino è cominciato mesi fa e per gradi. Da metà ottobre le pratiche si gestiscono in rete con identità digitale (Spid), così da rendere le verifiche più snelle; da dicembre il tetto delle due vetture è diventato vincolante. Restava da sistemare lo stock pregresso: 43.369 permessi viaggiavano ancora con tre targhe ciascuno. A questi titolari l'amministrazione aveva chiesto un gesto semplice. Entro il 19 giugno bisognava comunicare a Roma Servizi per la Mobilità l'auto da lasciare indietro. Chi non lo ha fatto ha lasciato decidere al sistema, che applica un criterio automatico: resta solo il veicolo immatricolato più di recente, che si presume sia meno inquinante, mentre il più datato va fuori dalle liste. Gli avvisi ai diretti interessati sono già in viaggio. L'effetto sperato è quello di un alleggerimento netto: oltre 35mila vetture in meno fra quelle abilitate. Cui vanno aggiunti, come nota a margine non da poco, una ventina di migliaia di permessi ancora intestati a persone non più in vita, rimasti attivi fino a un anno fa.
i nuovi procedimenti
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Il nuovo meccanismo cambia anche le abitudini quotidiane. Per usare la seconda auto occorre segnalarlo in anticipo, e in quella giornata la principale dovrà restare ferma; se al volante o a bordo non c'è la persona con disabilità, va dato un avviso telefonico al centralino comunale. Per chi non è in grado di firmare da sè, nel caso di minori titolari del contrassegno o di persone sotto tutela, lo sportello digitale ha aperto un canale apposito, dove genitori e amministratori di sostegno possono accreditarsi con la propria identità elettronica e operare in vece dell'avente diritto. Oltre a sgombrare le strade del perimetro tutelato dall'Unesco, l'obiettivo dichiarato è chiudere una falla nota da tempo: il contrassegno usato come scorciatoia da familiari e accompagnatori per muoversi nelle corsie riservate anche quando il titolare era altrove. Una distorsione che ha alimentato verifiche e contestazioni, e che ora il riallineamento punta a risolvere per sempre. La protezione di chi ha reali difficoltà motorie e il contrasto agli usi disinvolti, nella linea del Comune, sono due facce della stessa scelta.
rete nazionale cude
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Nelle prossime settimane ai confini delle zone protette comparirà una nuova generazione di rilevatori, piazzati tanto agli ingressi quanto alle uscite, in grado di confrontare ogni passaggio con l'elenco aggiornato dei permessi autentici. Margini per gli atti di furbizia, di fatto, quasi azzerati. C'è infine una prospettiva che guarda oltre i confini comunali. Con le regole locali ormai allineate, Roma è nelle condizioni di agganciarsi alla rete nazionale del Cude, la banca dati inaugurata nel 2022 sul Portale dell'Automobilista. Una volta registrate le targhe lì, chi ha un permesso potrà attraversare le aree riservate di altri Comuni senza temere sanzioni né dover annunciare in anticipo ogni spostamento, come invece tocca fare adesso. L'adesione non costa nulla alle casse pubbliche e semplifica parecchio la vita a chi quel permesso lo usa per necessità.
ztl bancomat
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Dal primo luglio anche le auto elettriche, finora libere di entrare gratis perché a zero emissioni, dovranno pagare per varcare le Ztl del centro: fino a mille euro l'anno. Le richieste del permesso sono partite il 16 giugno e c'è tempo fino al 30, ultimo giorno di accesso gratuito. Con questa seconda manovra il Comune cancella l'ingresso libero di 35mila vetture e, contemporaneamente, presenta il conto a chi aveva scelto l'elettrico per non pagare. La finestra per richiedere il pass ha raccolto in pochissimo tempo centinaia di adesioni solamente nel primo weekend. E il bacino potenziale dalla quale attingere è enorme, perché nell'area romana circolano circa 75mila mezzi a batteria. Ogni ingresso non autorizzato, intanto, costerà 95 euro. A rendere la vicenda ancora più difficile da accettare per molti cittadini è la marcia indietro rispetto alle premesse iniziali: l'amministrazione aveva esentato del tutto le elettriche, proprio per spingere la conversione verso una mobilità più pulita. Poi il successo di quella politica, dimostrato dall'immatricolazione di migliaia di veicoli elettrici nuovi, è diventato l'argomento per chiedere un canone anche a questa categoria di guidatori.
chi non paga la ztl
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Nella Capitale restano comunque diverse esenzioni a smussare la stretta: residenti con elettrica (gratis, ma con tessera obbligatoria), taxi e noleggio con conducente, mezzi d'emergenza, polizia in servizio, veicoli in condivisione, moto e ciclomotori. E, ancora una volta, i titolari di Cude in regola.


