Ricordate il caffé dell'ItalBaseball a ogni fuoricampo? La macchinetta degli azzurri è all'asta

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L'abitudine della nazionale di sorseggiare un espresso a ogni fuoricampo è stata contagiosa, così capitan Pasquantino ha deciso di venderla tramite il sito della Mls. Al momento è già oltre i 3.000 euro

Mario Salvini

Giornalista

20 marzo - 20:20 - MILANO

È stata il vero, più importante, inestimabile oggetto di culto del World Baseball Classic. Il nostro simbolo. Il marchio di italianità che forse un po’ casualmente o magari no all’edizione precedente, nel 2023, ci aveva contraddistinto e che in questa trionfale campagna 2026, dal girone di Houston fino alla semifinale di Miami, è diventata un tormentone e una delizia in Italia e in tutto il mondo: la macchina del caffè. Talmente tanto cult che adesso la MLB ha deciso di metterla all’asta. Quindi se la volete in casa vostra, quella vera, originale, con gli adesivi, la I di Italia e i numeri dei fuoricampisti, fate la vostra offerta. 

origine

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Raccontiamo. La macchina del caffè è stata generatrice di celebrazioni nel dugout più esplosivo del mondo, ha fornito gli espressi con cui sono stati celebrati i fuoricampo degli azzurri. Ma, come detto, arrivava dal 2023, cioè non proprio la stessa macchinetta, l’idea del caffè in panchina. L’aveva avuta Michele Gerali, coach che nel 2023 era nello staff di Mike Piazza. Nel corso di una partita lo stesso Gerali fu fotografato col suo bel bicchierino in mano, mentre osservava il diamante, a partita in corsa. Ed è scoppiato il putiferio dei meme. Ad americani, giapponesi, taiwanesi, dominicani dev’esser sembrata una specie di perfetta iconografia, il riassunto in un’immagine dell’italianità in un contesto insolito. E nei tre anni successivi ha continuato a circolare, simbolo dell’Italia. Quindi non dev’esserci stato dubbio sull’idea di portarla anche nel 2026. E lì è uscita la creatività del capitano, Vinnie Pasquantino. Che ha pensato di far diventare il rito del caffè la celebrazione dei fuoricampo. 

abitudine

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È da dire che da qualche anno è abitudine che ogni squadra di Mlb abbia il suo modo peculiare di festeggiare i fuoricampo: è tutto un fiorire di elmetti, indumenti, corone, medaglie. Anche allo stesso Classic la Gran Bretagna ha portato un copricapo da dragone di Buckingham Palace, la Repubblica Dominicana una pacchiana giacca coi colori della bandiera: roba così. Ecco, Pasquantino ha individuato il rito che potesse risultare il più possibile simbolico. Stereotipato finché volete, ma efficace a colpire l’immaginario, il senso di appartenenza anche, da questa e dall’altra parte dell’Atlantico. Quindi l’espresso, accompagnato da due bei bacioni schioccanti offerto ad ogni fuoricampista. Insieme ad un’investitura – letterale – con una giacca di Armani indossata per un attimo, come fa con la Green Jacket il vincitore dell’Augusta Masters del golf. Cerimonie che hanno cementato lo spogliatoio con una coesione evidente anche a chi ha cominciato a seguirne le vicende senza sapere la differenza tra uno strike e un ball.

loghi

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Sulla macchinetta sono stati appiccicati i loghi del WBC e la I di Italia, più un altro adesivo con la scritta “baseball isn’t boring”, il baseball non è noioso. E in più man mano che il WBC è andato avanti ci sono finiti gli adesivi-tacca, il numero di casacca del fuoricampista di turno. Nella notte del 9-1 col Messico sono stati appiccicati 9-1-9-9: Pasquantino, Berti, Pasquantino, Pasquantino. In tutto sono 12 tacche. Poi va detto che si sono generati anche tutta una serie di effetti collaterali. Tipo: Vinnie Pasquantino ha unito l’utile al dilettevole, e il tormentone del caffé l’ha fatto fruttare. Negli ultimi giorni su Instagram si è esibito in un paio di post sponsorizzati e condivisi. Con Starbucks.

spot in corsa

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E proprio a poche ore dalla semifinale contro il Venezuela la Lavazza si è buttata sul fenomeno. Producendo uno spot davvero in corsa. Evidentemente di fretta, con l’ansia di arrivare per tempo. Una produzione un po’ casereccia, ma proprio per questo ancora più apprezzata. Evidentemente per chi doveva decidere e fare era più importante la cosa in sé che non la qualità. Vi si vedono Gabriele Quattrini e Claudio Scotti, lanciatori loro sì nati e cresciuti in Italia, in forza rispettivamente al Macerata e al Parma. Sorseggiano un caffè, incalzati dal manager-ct Francisco Cervelli. Che li invita a prepararsi per l’allenamento, salvo prendersi a sua volta la sua pausa con l’espresso. Potere di quella macchinetta che nel corso delle due settimane è diventata protagonista di innumerevoli servizi televisivi e sui giornali di tutti i paesi in cui il baseball conta qualcosa. E non solo in quelli. Siccome poi ha portato bene è diventata ancora più celebre. 

primato

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Come detto, Pasquantino contro il Messico ha picchiato tre fuoricampo. Nessun giocatore in sei edizioni del World Baseball Classic aveva mai battuto 3 fuoricampo nella stessa partita. Al termine il capitano azzurro è stato contattato da funzionari della Hall of Fame. Volevano la sua mazza dei tre fuoricampo da mettere a Cooperstown. “Ve la do dopo il torneo, ne ho ancora bisogno qui”, ha risposto lui. Sulla stessa falsariga, si è scatenata la fantasia degli appassionati italiani: dove la mettiamo la macchina del caffè la prossima settimana? Le costruiamo una Hall of Fame tutt’attorno? Al palazzo del Coni? Al Quirinale? Ecco, non sarà così facile. Anche se è vero che la si può comprare. Solo potrebbe esserci molta concorrenza. La macchina, proprio quella vera, originale, con tutti gli adesivi-tacca, adesso è all’asta sul sito della MLB. E lo sarà fino alle 8 di sera del 23 marzo sulla costa Est, da noi saranno le 2 di notte tra il 23 e il 24. Al momento va a 3.110 dollari. Ma il prezzo salirà ancora, c’è da starne certi. L’ammontare pagato andrà al Southwest Autism Research & Resource Center.

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