Quando sono insieme è tutta un'altra cosa: ridateci Sinner-Alcaraz. Ne ha bisogno il tennis e pure Jannik

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La rivalità tra l'italiano e lo spagnolo, soprattutto quel confronto di stili e personalità, manca tantissimo agli appassionati. Lo dicono anche gli ascolti tv

Marco Iaria

Giornalista

15 luglio - 17:34 - MILANO

Espn ha appena rilasciato i dati di ascolto di Wimbledon negli Stati Uniti: la finale tra Sinner e Zverev è stata vista da 2,4 milioni di telespettatori, il 16% in meno del 2025 (Sinner-Alcaraz) ma il 10% in più del 2024 (Alcaraz-Djokovic). In Italia, tra Tv8 e Sky il calo rispetto all’anno scorso è stato del 26%. Eppure la partita di domenica scorsa ha coinvolto un italiano su tre ed è stata il programma televisivo più seguito nelle oltre quattro ore di battaglia. Ma i numeri di quei due sono impareggiabili: il trionfo londinese dell’azzurro sullo spagnolo nel 2025 registrò un’audience di 5,7 milioni e uno share del 40,4%, sugli stessi canali di Comcast. E l’altro successo di Jannik su Carlos, alle Atp Finals di novembre, andato in onda su Raidue e Sky, resta il match di tennis più visto della storia in Italia: 7 milioni di spettatori. 

SINCARAZ

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La rivalità tra Sinner e Alcaraz, decollata nel 2024, è stata una manna dal cielo per uno sport reduce dal tramonto dell’era dei Big Three. La saga “Sincaraz” è stata messa in standby da aprile e, diciamolo francamente, ci manca tantissimo. Zverev è un signor giocatore, niente da discutere: l’altro giorno a Church Road ha espresso un tennis di altissimo livello per le prime due ore, mettendo in seria difficoltà il numero 1 del mondo. Ma, al di là dell’eccezionalità della prestazione — nei sei precedenti non aveva conquistato nemmeno un set — volete mettere il confronto di stili e personalità tra l’altoatesino e il murciano? Come Borg-McEnroe, come Federer-Nadal. L’uno completa l’altro, in una miscela perfetta che garantisce spettacolo, emozioni e colpi di scena. E che li porta ogni volta a esplorare nuovi confini, in una sfida nella sfida che spinge entrambi oltre i propri limiti tecnici, tattici e atletici. Per dire, quando Sinner uscì sconfitto dagli Us Open l’anno scorso (avendo già conquistato, beninteso, due Slam nella stagione) si lasciò andare in conferenza stampa a una seduta pubblica di autoanalisi: “Carlos è migliorato rispetto a Wimbledon. Le cose che avevo fatto bene a Londra lui le ha fatte meglio. Ho avuto la sensazione che facesse tutto leggermente meglio, soprattutto al servizio, i colpi erano molto puliti. Devo uscire dalla mia comfort zone”. Qualche giorno fa, dopo il bis sui prati, coach Vagnozzi ha ricordato: “Dopo gli Us Open abbiamo un po’ rivoltato il servizio di Jannik. Abbiamo cambiato tante piccole cose, come l’appoggio del piede e il lancio, grazie alle quali pian piano ha preso fiducia”. 

CLASSIFICA

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Era successo lo stesso ad Alcaraz dopo Wimbledon. Ricordate quando, durante la finale di un anno fa, a un certo punto Carlos si sfogò con il suo angolo dicendo che Jannik da fondocampo era meglio di lui? In estate si è rimboccato le maniche e ha messo a punto il piano della rivincita e del sorpasso al primo posto della classifica. E così ha fatto a settembre a New York. Proprio il ranking Atp è stato il testimone più obiettivo di questo avvincente duello. All’inizio del 2026 lo spagnolo si è aggiudicato l’Australian Open completando il Career Grand Slam e allungando sull’italiano. Da marzo Sinner ha avviato una strepitosa rimonta, con cinque Masters 1000 consecutivi, e ha operato il controsorpasso battendo per la prima volta Carlos in un grande torneo sulla terra, a Montecarlo. Quella è stata l’ultima volta che si sono affrontati. A Barcellona lo spagnolo si è infortunato al polso uscendo dai radar. Sinner ha proseguito la sua marcia, dopo il dramma del Roland Garros è rinato a Wimbledon, ma non ha potuto far altro che confessare che “il tennis ha bisogno di Carlos”. La pensa così anche Andrea Gaudenzi, presidente dell’Atp, secondo il quale “le rivalità sono uno dei principali motori dello sport e ciò che Jannik e Carlos stanno costruendo è incredibilmente entusiasmante per il tennis. Rappresentano una nuova generazione con personalità, stili e storie differenti, ma accomunati da straordinaria professionalità e carisma. Carlos è importantissimo per il Tour perché le grandi rivalità elevano tutti e catturano l’immaginazione dei tifosi a livello globale. Il tennis è sempre più forte quando i migliori giocatori sono sani e competono regolarmente sui palcoscenici più importanti”. 

FUTURO

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Non resta altro, quindi, che aspettare il rientro dello spagnolo. “En el buen camino”, “Sulla buona strada”, ha scritto nell’ultimo post improntato all’ottimismo. Nei prossimi giorni inizieranno sedute di allenamento via via più intense, con l’obiettivo di rientrare nel Tour a Cincinnati, tra un mese: l’ultimo grande appuntamento prima degli Us Open, dove difenderà il titolo. I dubbi, però, non mancano. Come risponderà il polso alle sollecitazioni dei colpi in condizioni di gara, visto che finora le prove con la racchetta sono state volutamente blande? E in quali condizioni fisiche Carlos affronterà la trasferta americana? Dubbi che, speriamo, possano essere spazzati via presto. Perché nessuna rivalità, oggi, accende il tennis come quella tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.

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