Progetto, giovani e fuoriquota dell'academy: i segreti dell'Atalanta U23 abbonata ai playoff

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La squadra affidata a Bocchetti per il terzo anno consecutivo centra la fase promozione. Se la vedrà con la Casertana, puntando su un vivaio organizzato e su tanti talenti. Vavassori segna, Obric (già convocato da Palladino) difende

Francesco Sarubbi

27 aprile - 19:50 - MILANO

La classifica rende felice l’Atalanta U23, che per il terzo anno consecutivo è riuscita a qualificarsi ai playoff grazie al pareggio all’ultima giornata con il Catania. Al primo turno affronterà la Casertana con l’obbligo di vincere nei 90’ per poter passare il turno. Questo risultato premia il lavoro della società che dalla sua nascita ha sempre centrato la post-season, un traguardo unico. Merito anche del grandissimo lavoro della dirigenza che è sempre presente per trasmettere la sua vicinanza a questo progetto, in cui crede fortemente. Quest’anno la squadra ha trovato maggiori difficoltà, ma si è dovuta scontrare per la prima volta con le difficoltà del girone C, dopo l’esperienza dei primi due anni nel girone del nord, ha affrontato squadre e ambienti molto più complicati. 

unicità e academy

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L’unicità di questo progetto non sono solo i risultati sul campo. Ogni Under 23 ha nella propria rosa dei fuoriquota: l’Inter U23 al suo primo anno si è affidata ai gol di La Gumina (1996), mentre il secondo miglior marcatore della Juventus Next Gen di questa stagione è Guerra (1989), entrambi giocatori esperti prelevati altrove per affrontare al meglio la categoria. L’Atalanta invece ha voluto dei fuoriquota sotto i 25 anni che fossero cresciuti nell’academy. In rosa quest’anno erano presenti: Panada, Bergonzi, Cortinovis e Ghslandi tutti che hanno militato da oltre 17 anni nelle giovanili. La società ha voluto, inoltre, rischiare cambiando, dopo due grandi stagioni, lo staff tecnico. Dopo l’addio di Modesto, ha scelto Salvatore Bocchetti, allenatore di prospettiva ma non esperto della categoria come, per esempio, Stefano Vecchi che guida l’Inter U23. Il progetto dell’Atalanta è la dimostrazione che si può competere e raggiungere grandi traguardi in serie C con una rosa giovane, l’età media della squadra è di 21,1 che, non solo è la più giovane del girone del sud, ma di tutta la serie C. In rosa fanno parte, per esempio, i giovanissimi 2007 Idele e Navarro (arrivato dal Barcellona) e il baby Steffanoni (2008). Questa stagione ha messo in risalto tanti prospetti che potranno ancora migliorare cercando di costruire in casa i rinforzi per la prima squadra seguendo gli esempi di Palestra e Bernasconi. 

vavassori e gli altri 

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Su tutti spicca l’attaccante Dominic Vavassori (2005) autore di 8 gol che conferma la sua crescita dopo l’ottima precedente stagione e già chiamato diverse volte quest’anno in prima squadra da Palladino. Passando per altri reparti: il centrocampista Alberto Manzoni (2005) autore di 8 gol in questo campionato, il difensore Relja Obric (2006), più volte chiamato da Palladino, e il portiere Paolo Vismara (2003) si sono messi in luce e in ottica prima squadra sono tra i prospetti che potrebbero fare benissimo in prima squadra Nel corso della regular season si sono messi in luce pure due nuovi arrivati: il centrocampista Levak (2006) e l’attaccante Misitano (2005) entrambi arrivati la scorsa estate dalla primavera della Roma ed entrambi autori di 7 gol in campionato. Il tecnico Bocchetti, alla fine dell’ultima partita contro il Catania ha ribadito "la felicità per questo traguardo è enorme, i ragazzi hanno affrontato una stagione lunga e difficile, combattendo fino alla fine e raggiungere i playoff è il coronamento di un sogno". La regular season della baby Atalanta è appena finita ma la voglia è quella di sorprendere ancora e di andare più avanti possibile, con la sicurezza di poter sfruttare ancora una volta il suo ricco vivaio che, anche nel suo terzo anno di vita, ha messo in mostra i suoi prospetti.

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