Se il silenzio di Jesus è stato totale, il messaggio è arrivato forte e chiaro: senza rinforzi e senza rispetto, il progetto Al-Nassr rischia di implodere proprio nel momento decisivo della stagione
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Quella che doveva essere una tranquilla settimana di avvicinamento al big match contro l'Al-Ittihad si è trasformata in una vera e propria crisi istituzionale per l'Al-Nassr. Dopo il clamoroso "boicottaggio" di Cristiano Ronaldo, che ha rifiutato di scendere in campo contro l'Al-Riyadh, il tecnico Jorge Jesus ha rincarato la dose imponendo un muro totale nei confronti dei media, un silenzio assordante che testimonia la frattura ormai evidente tra la componente sportiva del club e la proprietà saudita.
La decisione di Ronaldo
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Come riporta A Bola, tutto ha avuto inizio con la decisione shock di Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, capitano e simbolo del progetto saudita, ha scelto di non prendere parte alla sfida di campionato (vinta poi di misura per 1-0). Fonti vicine al club confermano che l'assenza di CR7 è un atto di protesta formale contro la gestione del PIF. Ronaldo accusa la proprietà di favoritismi verso i rivali storici dell'Al-Hilal, lamentando un mercato in entrata praticamente inesistente per l'Al-Nassr e il congelamento dei poteri dei dirigenti portoghesi José Semedo e Simão Coutinho. La risposta di Jorge Jesus non si è fatta attendere. In segno di solidarietà con il suo capitano e condividendo la frustrazione per una rosa ritenuta inadeguata a competere per il titolo, l'allenatore ha disertato sia le interviste pre-partita che la conferenza stampa post-gara.
Un gesto di sfida che, secondo i regolamenti della Saudi Pro League, costerà al tecnico una multa salata, ma che invia un segnale politico fortissimo. Jesus ha vietato anche ai giocatori di presentarsi in zona mista, blindando lo spogliatoio in un momento delicatissimo.
Il delicato momento dell'Al Nassr
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La situazione è ora incandescente. Con il "derby portoghese" contro l'Al-Ittihad di Sérgio Conceição alle porte, l'Al-Nassr si trova su una polveriera. Da un lato c'è una squadra che, nonostante le vittorie sul campo, si sente boicottata dalla sua stessa dirigenza; dall'altro c'è una proprietà che non sembra gradire l'insubordinazione delle sue stelle più pagate. Se il silenzio di Jesus è stato totale, il messaggio è arrivato forte e chiaro: senza rinforzi e senza rispetto, il progetto Al-Nassr rischia di implodere proprio nel momento decisivo della stagione.


