Havertz-gol al 97': l'Arsenal elimina il Chelsea e vola in finale di Carabao Cup

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Decide il graffio a tempo scaduto del tedesco che regala ai Gunners anche il ritorno della semifinale con i Blues e lancia la squadra di Arteta all'ultimo step

3 febbraio - 23:35 - LONDRA

La playlist che scatta al fischio finale, l’infreddolito pubblico dell’Emirates la canta a squarciagola. “North London Forever”, l’inno rigorosamente con la sciarpa in mano. E poi “Waka Waka” di Shakira, col ritornello ritoccato che proclama “Kai Havertz scores again”, Kai Havertz ha fatto ancora gol. È lui l’eroe di questa sonnolenta semifinale di ritorno col Chelsea, quello che lancia ufficialmente la missione Quadruple. L’Arsenal domenica 22 marzo sarà a Wembley, a giocarsi contro Manchester City o Newcastle (di fronte alle 21 all’Etihad, si riparte dal 2-0 City dell’andata) la Carabao Cup, il primo dei quattro trofei che può vincere quest’anno. Il primo atto del Quadruple, appunto, quel sogno che tante squadre inglesi hanno accarezzato e che finora nessuno ha realizzato. I Gunners ci sono arrivati perché Havertz al 97’ ha deciso la semifinale di ritorno, firmando l’1-0 che si somma al 3-2 dell’andata. Un premio giusto: nel doppio confronto l’Arsenal ha decisamente meritato di conquistare la sua prima finale di coppa di lega dal 2018. Al ritorno, nonostante il gol finale di Havertz, il Chelsea però ha decisamente fatto di più.

trionfo

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Il gol finale di Havertz in contropiede, lanciato da Declan Rice e bravo a scartare il portiere Sanchez prima di far esplodere l’Emirates, cancella una partita piatta della squadra di Arteta. Poche idee in attacco, complice la grande organizzazione del Chelsea e qualche assenza importante (Bukayo Saka e Martin Ødegaard su tutti). E anche la consapevolezza di aver cominciato avanti di un gol e, soprattutto nel finale, di doverlo difendere per evitare guai. Conta il non aver subito reti, l’ennesimo clean sheet (stavolta in porta c’era Kepa, non il titolatissimo David Raya), l’aver raggiunto la finale di una coppa che l’Arsenal non vince dal 1993. I Gunners hanno bisogno di un trofeo per sbloccare definitivamente il livello grandissima che sono ad un passo dal poter raggiungere: con Arteta in panchina ci sono riusciti solo nel 2020, conquistando l’FA Cup, e anche se la Carabao Cup non è la Premier o la Champions l’Arsenal spera che trionfare a Wembley sia il primo passo verso l’apertura di un ciclo. Servirà migliorare rispetto a questa semifinale di ritorno, perché i Gunners sono sembrati di nuovo la squadra che 10 giorni fa si era fatta battere dal Manchester United e schiacciare dalla pressione di avere la Premier in mano, anziché quella che sabato ha spazzato via tutti i dubbi travolgendo sabato il Leeds a domicilio e riprendendo il controllo della volata per quel titolo inglese che all’Arsenal manca dal 2004. Contro il Chelsea ha fatto flop Eberechi Eze, a cui Arteta ha dato una chance di dimostrare di poter essere la stella della squadra. E non si è visto nemmeno Viktor Gyökeres, che in tutto il primo tempo ha toccato un solo pallone.

strategia

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Al Chelsea resta il rammarico. L’Arsenal è l’unica squadra che non è riuscita a battere nelle 8 partite con Liam Rosenior al timone e stavolta ci è andata vicina. Il tecnico ha avuto la grande intuizione di cominciare col 3-4-2-1: con gli esterni Gusto e Cucurella più difensori che attaccanti e Moises Caicedo e Andrey Santos (probabilmente il giocatore cresciuto di più col nuovo tecnico) a proteggere la difesa, ha chiuso tutti gli spazi e mandato in tilt l’Arsenal. E poi nella ripresa ha provato a vincerla, con la fantasia di Estevão e Cole Palmer, evidentemente ancora non al meglio. Non è bastato, ma questa partita è l’ennesima prova di quanto il Chelsea può ancora vincere, di quanto la squadra più giovane della massima serie inglese sia piena di un talento da guidare verso la grandezza. Manca ancora qualcosina, ma il livello Arsenal, il migliore possibile, non è poi così lontano.

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