Il bomber scade nel 2030, vede solo nell'Inter e le parti sono già al lavoro per un nuovo contratto con stipendio superiore
Di questi tempi, un anno fa, l’Inter metteva le basi per il double e soprattutto riscopriva Pio Esposito al Mondiale per Club. Ha esordito con la prima squadra dall’altro lato del mondo contro i giapponesi dell’Urawa e dopo quella gioia ricordava che "11 anni fa vestivo questa maglia bellissima e sognavo questo momento che finalmente è arrivato". Cristian Chivu, che già lo conosceva ("da quando era più basso di me") visti i trascorsi insieme nelle giovanili interiste, gli aveva chiesto per prima cosa di non snaturarsi, poi di riempire l’area di rigore, di proteggere palla e di provare a buttarla dentro. Detto, fatto. La gara successiva, contro il River Plate, è arrivato il primo gol. Una gioia da attaccante puro dopo la soddisfazione di aver esordito in attacco con Lautaro. Una PiLa allora solo embrionale faceva capolino al Lume Field di Seattle e Chivu già costruiva una corazza intorno al ragazzone di Castellammare. "Ha fatto una grande prova e ha grandi margini ma so che manterrà i piedi per terra. Cerchiamo di non fare con lui errori che abbiamo fatto con altri…". Vietato correre, insomma, volare troppo alto con i paragoni o far diventare quel patrimonio un Icaro. Un anno più tardi, l’allenatore e il club possono dire: missione compiuta. E proprio oggi Pio spegne 21 candeline da protagonista della sua Inter.
Il futuro
—
Adesso si guarda al presente ma anche all’orizzonte, perché Esposito, ancor di più dopo una prima stagione da ricordare tra i grandi, fa sempre rima con prospettiva. Questa sarà la sua estate: non più giovane da svelare ma certezza dalla quale ripartire ancora per confermarsi nelle competizioni casalinghe e rilanciarsi tra le stelle d’Europa. Nel giro di dodici mesi si è preso l’Inter come nessun altro ha fatto e praticamente nella rosa nerazzurra è l’unico incedibile al pari del capitano Lautaro. Questi “gradi” e questo ruolo di intoccabile se l’è cucito addosso, come la maglia che ama da sempre, con le prestazioni e con l’attaccamento. Simbolo di interismo a vent’anni, la punta nata a Castellammare di Stabia ha un contratto fino al 2030. La prima firma, e di conseguenza la prima grande conferma, era arrivata l’11 aprile 2025. L’Inter quel giorno scrisse una nuova pagina di "una storia di famiglia", parole usate dallo stesso club per quel sigillo. Adesso, quattordici mesi più tardi si può addirittura iniziare a pensare a come andare ancora più avanti, blindando ulteriormente Pio. D’altronde l’Inter non si vede senza Esposito e lui non si immagina in nessun’altra squadra. I presupposti perfetti per una storia duratura. Di rinnovo si parlerà senza dubbio e le parti lavoreranno nel tempo affinché si trovi un nuovo accordo e una nuova scadenza che vorrà essere un manifesto della volontà di non far muovere da Milano un elemento fondamentale per il presente e per il futuro del club. Si proverà a discuterne prima dell’inizio della nuova stagione ma tanto dipenderà da quanto la società sarà presa da altre vicende di mercato, variabili e potenziali situazioni più “urgenti” — difficilmente ipotizzabili ora — rispetto a un prolungamento voluto da tutte le parti in causa ma che riguarda un contratto che scade tra 4 anni e che già oggi è sorretto da basi fatte di una granitica unità d’intenti. Insomma, se non ci si dovesse vedere prima del 22 agosto (data dell’Inter-Monza che aprirà l’annata sportiva nerazzurra), ci saranno i margini per aggiornarsi a stagione in corso.
Dalla Germania in poi
—
Sarà comunque l’estate di Pio, a partire da metà luglio. Il 16 del prossimo mese l’Inter partirà per il ritiro in Germania e il neo 21enne sarà lì pronto a iniziare la preparazione atletica in vista di una stagione che vuole diventi quella della definitiva consacrazione. Esposito non è più una sorpresa. Davanti a sé ha la ThuLa ma alle spalle dei totem scalpita il ragazzone con il numero 94 sulle spalle. Ha archiviato la passata stagione con 48 presenze, 10 gol e 6 assist in tutte le competizioni; nella prossima punta a ritoccare al rialzo ognuno di quei numeri sospinto dalla sue ambizioni e dalla fiducia della sua Inter. A Donaueschingen sarà l’unico dei quattro attaccanti di Chivu in ritiro — visto che gli altri, Lautaro, Thuram e Bonny, o saranno ancora al Mondiale oppure in vacanza — rigenerato da un post double in cui prima ha ritrovato il gol in Nazionale (suo l’1-0 sia in Lussemburgo sia in Grecia) e poi si è goduto il tempo libero tra famiglia, amici e i bambini della scuola calcio Voluntas Brescia. Tra meno di venti giorni tornerà a pensare e vedere solo nerazzurro. Tutto per un’Inter che mai come quest’anno... ricomincia da Pio.


