Petrolio in Italia, importazioni: Libia prima, aumentano ordini dagli Usa e dall'Arabia

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L'Africa rimane la regione da cui il nostro Paese importa più greggio. Crolla la zona ex-Urss. Cresce invece l'import generale 

Marco Bruckner

16 luglio - 09:10 - MILANO

La Libia e l'Africa rimangono rispettivamente il Paese e il continente da cui l'Italia importa più petrolio. Sono infatti 5.004.000 le tonnellate di greggio arrivate da Tripoli nei primi quattro mesi del 2026 (26,8% del totale importato), con un aumento del 13% rispetto al periodo precedente del 2025. Leggero calo per quanto riguarda l'Africa come regione: da qui sono arrivate 7.719.000 tonnellate all'aprile 2026, ovvero il 41,4% delle importazioni totali (-5,5%). Sono aumentati, invece, gli ordini dal Medio Oriente. Dal Golfo sono arrivate 2.561.ooo tonnellate di greggio, cifra pari al 13,7% delle importazioni totale e superiore del 18,6% rispetto al periodo equivalente dello scorso anno. A trainare questa crescita è l'Arabia Saudita: da Riad sono arrivate infatti 1.641.ooo tonnellate di petrolio (8,8% del totale), ovvero il 60,5% in più rispetto al 2025. Tutti i dati presenti in questo articolo sono stati elaborati da Unem (unione energie per la mobilità). 

le altre aree

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La seconda area da cui l'Italia importa più petrolio è quella dei Paesi ex Urss (Kazakhstan e Azerbaijan), che registra comunque un calo del 15,5%: le tonnellate importate sono state in totale 4.731.000 (25,4%). In aumento, invece, gli ordini dal continente americano, da cui sono arrivate 3.238.000 tonnellate di greggio, pari al 17,4% dell'ammontare totale (+41,2% rispetto allo stesso periodo nel 2025). Crescono, in particolare, le importazioni dagli Stati Uniti: da Washington sono arrivate 1.604.000 tonnellate di petrolio, ovvero il 34,2% rispetto al periodo equivalente del 2025 (8,6% del totale). L'area da cui l'Italia importa meno greggio è dunque quella europea: dal Vecchio Continente sono stati ordinate solo 395.000 tonnellate di petrolio, cifra pari al 2,1% degli ordini totali e inferiore del 41,3% rispetto all'anno scorso. In generale, gli ordini di greggio sono leggermente invece aumentati nei primi quattro mesi dell'anno: in totale Roma ha importato 18.643.000 tonnellate di petrolio, il 3,4% in più rispetto al periodo gennaio-aprile 2025.

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