Perché gli 83 punti di Adebayo dovrebbero preoccupare l'Nba

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 Bam Adebayo #13 of the Miami Heat dunks the ball against the Washington Wizards during the third quarter of the game at Kaseya Center on March 10, 2026 in Miami, Florida. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement.   Megan Briggs/Getty Images/AFP (Photo by Megan Briggs / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Una prestazione pazzesca a livello numerico, ma realizzata contro una squadra che ha concesso 150 punti e gioca praticamente a perdere e ottenuta praticando fallo sistematico nell'ultimo quarto per dare al centro di Miami l'opportunità di andare in lunetta. Uno show, indubbiamente, ma dalle conseguenze preoccupanti

Riccardo Pratesi

Collaboratore

11 marzo - 14:30 - MILANO

Fu vera gloria? Se lo chiedeva il Manzoni ne “il cinque maggio” e si riferiva a Napoleone Bonaparte. Se lo chiede il mondo della pallacanestro la mattina dopo riferendosi agli 83 punti segnati da Bam Adebayo contro Washington. La notizia Nba che diventa virale sui social media, la festa al Kaseya Center di Miami, i libri dei record aggiornati, i nomi di Wilt Chamberlain e Kobe Bryant tirati in ballo, i click su internet, gli applausi, le docce di champagne, le celebrazioni che nemmeno gli Heat avessero vinto il titolo, ma poi cosa rimane? L’evento inatteso, epocale, ha venduto il prodotto alla grande in tempo reale. Il pubblico sugli spalti s’è esaltato, s’è trovato senza preavviso nel posto giusto al momento giusto. Su X e Instagram s’è scatenato l’aggiornamento del tabellino del centro degli Heat. Sessanta., poi Settanta. Quindi Ottanta…”Ora supera gli 81 di Kobe (Bryant), chissà se attacca i 100 punti di Chamberlain”. il pallottoliere s’è fermato a quota 83. Misericordiosamente. Perché passata l’ebrezza del momento, smaltita l’adrenalina, resta il sospetto che sia stata una vittoria di Pirro. 

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