Il sistema di attivazione reticolare seleziona ciò che conta per noi e lascia sullo sfondo il resto: così cambia la percezione della realtà
Daniela Cursi Masella
15 aprile - 11:24 - MILANO
L’esempio è banale: dopo aver acquistato un’auto, all’improvviso quel modello è ovunque. Non è il mondo che cambia. È il nostro cervello. Si chiama illusione di frequenza. Il cervello non è una telecamera, ma un filtro rispetto ai milioni di stimoli che riceve ogni secondo. Il nostro sistema di selezione, spesso associato al RAS (Reticular Activating System) decide cosa portare alla nostra attenzione e cosa ignorare completamente. Di qui, l’interpretazione soggettiva della realtà.
Illusione di frequenza: cosa dice la scienza
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Uno studio pubblicato su Attention, Perception, & Psychophysics ha dimostrato che il cervello utilizza le regolarità statistiche dell’ambiente per orientare l’attenzione. In pratica, il sistema attentivo si focalizza su uno di questi tre stimoli: ciò che compare più spesso, ciò che abbiamo appena imparato o ciò che ha un valore per noi. E tutto il resto sparisce sullo sfondo.
il filtro
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Adesso arriva il punto forte: l’illusione di frequenza nasce dall’incontro tra l’attenzione selettiva e il bias di conferma (cerchiamo prove che rafforzano ciò che pensiamo). In questo modo, il cervello costruisce una realtà coerente con il proprio focus interno. Tradotto in vita, se iniziamo a pensare che “non esistono relazioni autentiche”, vedremo solo esempi che lo confermano. Se rimaniamo aperti verso l’autenticità, inizieremo a riconoscerla. Dalla scienza alla psicologia, gli esperti sottolineano l’importanza di allenare ciò che si vede e cambiare il proprio filtro quando non è funzionale. Il cervello impara cosa è importante da ciò su cui portiamo attenzione e ci restituisce un mondo coerente con quella scelta. Un bivio tra limiti e opportunità.



