Per Mourinho nuova vita al Real: 'Io come un bimbo che non ha vinto nulla'

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Altro che canto del cigno. A 13 anni dal divorzio con il Real Madrid, José Mourinho è pronto a chiudere un cerchio rimasto incompleto. Nonostante gli scarsi risultati raccolti negli ultimi due anni con Fenerbahce e Benfica, il mago di Setubal siederà sabato sulla panchina dei Blancos, attesi alla prima stagionale in Liga contro l'Espanyol.

Ma non chiamatelo più 'Special One'. In un'intervista rilasciata al programma tv El Chiringuito, Mourinho si è definito "un bambino che ha l'entusiasmo di chi non ha vinto nulla e al Real ha trovato uno spogliatoio di giocatori affamati di vittorie".

Un esordio in sottrazione, che sembra distante anni luce dalle conferenze dinamitarde a cui Mou aveva abituato i suoi tifosi. "Sono cambiato tantissimo. Direi che il Dna è rimasto lo stesso. Non posso nasconderlo, né cercare di essere ciò che non sono. Ma sono molto più maturo: meno emotivo e più controllato", assicura José, in attesa di una controprova che possa certificare la conversione sulla via di Madrid.

Da abile stratega e maestro della comunicazione, le sue parole precampionato sono tutt'altro che casuali e puntano dritte al nervo scoperto della sua gestione ambientale, totalizzante per calciatori e società nella buona e nella cattiva sorte. "Avrei voluto continuare con Mourinho, ma si è raggiunto un livello di pressione estremo e insopportabile", confessava nel 2013 il n.1 delle Merengues, Florentino Perez. Un segreto di Pulcinella si direbbe, emerso anche dal documentario biografico 'Mourinho', uscito ad hoc l'11 agosto su Netflix. "Mi sono presto reso conto che venivano viziati", racconta il portoghese riassumendo gli scontri con l'ex capitano Casillas su vacanze e orari di allenamento. Un chiaro avviso ai nuovi naviganti.

La sfida del 2026 per mister Triplete sarà dirigere un collettivo pieno di stelle che hanno già messo a dura prova due ex madridisti come Xabi Alonso e Alvaro Arbeloa. "Ho trovato uno spogliatoio dal comportamento impeccabile. Ho detto loro che tutto ciò che chiedo è buon senso, come arrivare un'ora prima dell'allenamento e andare in palestra tutti i giorni. Finora non mi sono mai trovato in situazioni in cui ho dovuto essere il leader aggressivo che posso essere", assicura Mourinho, che dovrà far convivere super campioni come Jude Bellingham, Vinicius Junior, Kylian Mbappé, Rodrygo e l'acquisto da 140 milioni Yan Diomandé.

Gli obiettivi da non poter fallire - specie dopo un mercato da 225 milioni di euro - sono almeno due: tornare a vincere la Champions League, casa materna per chi ha vinto 13 volte la coppa dalle grandi orecchie, e dominare in campionato sui rivali del Barcellona. Secondo l'ex capitano blaugrana Carles Puyol, "con Mourinho possono essere ancora più forti", ma questa volta José dovrà riuscire a coniugare risultati e un gioco di qualità, per evitare le tradizionali panolade dei tifosi madridisti. Ora toccherà a lui dimostrare di poter essere ancora 'Special', tirando fuori dal cilindro un altro dei suoi conigli.   

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