Pechino blocca l'acquisizione dell'IA Manus da parte di Meta

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La Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme cinese ha ordinato a Meta di annullare l'operazione da 2 miliardi di dollari per Manus, citando violazioni normative e timori legati alla sicurezza nazionale

Pechino blocca l'acquisizione dell'IA Manus da parte di Meta

27 aprile 2026 | 13.11

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La Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme della Cina ha formalmente richiesto a Meta di revocare l'acquisizione di Manus, la startup di intelligenza artificiale con sede a Singapore ma dalle radici cinesi. L'operazione, valutata circa 2 miliardi di dollari, è stata bloccata in conformità con le leggi vigenti in materia di investimenti esteri e sicurezza nazionale. L'annuncio ha avuto un impatto immediato sui mercati, con il titolo della società guidata da Mark Zuckerberg che ha registrato una leggera flessione nelle contrattazioni pre-market dopo la diffusione della nota ufficiale.

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Manus, spesso indicata dagli osservatori come la "prossima DeepSeek", aveva attirato l'attenzione globale grazie a una crescita record, superando i 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali in soli otto mesi dal lancio del suo primo prodotto. La società si occupa dello sviluppo di agenti IA generalisti capaci di gestire compiti complessi come la ricerca di mercato, la scrittura di codice e l'analisi dei dati. Nonostante il trasferimento della sede operativa a Singapore, una strategia nota come "Singapore-washing" adottata per mitigare le pressioni geopolitiche, Pechino ha ribadito la propria autorità sulle tecnologie nate originariamente entro i propri confini.

L'intervento del governo cinese rappresenta un segnale d'allarme per l'intero settore tecnologico e per i fondi di venture capital che vedevano nella delocalizzazione una via d'uscita dalle tensioni tra Washington e Pechino. Mentre gli Stati Uniti hanno già imposto restrizioni agli investitori americani nel sostenere direttamente aziende IA cinesi, la Cina sta intensificando gli sforzi per impedire la fuga di competenze e brevetti verso l'estero. Meta, che puntava a integrare le automazioni di Manus nei propri servizi consumer e aziendali, ha finora sostenuto la piena conformità legale dell'operazione, ma si trova ora di fronte a un muro normativo che mette a rischio l'intera strategia di espansione nel settore degli agenti intelligenti.

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