Grazie all'IA ricostruito un disperato tentativo di fuga dall'eruzione di Pompei

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Per la prima volta, il Parco Archeologico di Pompei ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per proporre, in collaborazione con l'Università degli Studi di Padova - Laboratorio Digital Cultural Heritage, una ricostruzione digitale basata sui dati emersi dalle indagini archeologiche condotte dagli archeologi del Ministero della Cultura.

La ricostruzione riguarda un uomo morto durante l'eruzione del Vesuvio, che distrusse la città nel 79 d.C. in meno di 24 ore, ritrovato con un mortaio di terracotta, che sembra essere stato utilizzato come protezione durante la caduta di lapilli e frammenti vulcanici. Il rinvenimento è avvenuto durante recenti scavi nell'area della necropoli di Porta Stabia, appena fuori le mura dell'antica Pompei.

"Le indagini condotte con questi scavi dimostrano che le metodologie innovative, utilizzate con rigore, possono regalarci nuove prospettive storiche", ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. 
   

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