Pavlovic: "Bello il nuovo Milan, attaccheremo di più. Ma quanto male fa quel ko col Cagliari..."

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Il difensore serbo in esclusiva dall'Australia: "Amorim è una persona positiva e ha tante idee. Gila e Ramos sono acquisti importanti. Possiamo andare fino in fondo in Europa League, ma il sogno è lo scudetto"

30 luglio - 23:57 - PERTH (AUSTRALIA)

L’allenamento era finito da qualche ora, ma ieri sera prima di cena Strahinja Pavlovic la stanchezza la sentiva ancora addosso come se avesse appena smesso di correre sui campi del Sam Kerr Football Center. Seduto su una delle poltrone del lussuoso hotel rossonero con vista mozzafiato sullo skyline di Perth, il difensore serbo ha svelato i suoi sogni e le sue ambizioni per la nuova stagione che inizia con un altro allenatore in panchina, il quarto diverso da quando nel 2024 è stato acquistato da Salisburgo. Strahinja ha voglia di cancellare l’amaro finale dello scorso campionato, quando per la seconda volta di fila il Diavolo non ha centrato la qualificazione alla Champions League. È convinto che l’epilogo stavolta sarà diverso e gli piace molto la voglia di vincere mostrata dal proprietario Cardinale e da Amorim. Lui ha parlato della necessità di pensare partita dopo partita, del lavoro da fare giorno dopo giorno e di una mentalità vincente che deve portare a non sbagliare contro le medio-piccole. Alla fine però anche il numero 31 ha rivelato il suo sogno, quello di conquistare lo scudetto. Parole da leader di un gruppo che secondo lui, con Gila, Gonçalo Ramos e il fuoriclasse Modric, può puntare in alto.

Pavlovic, ha iniziato la sua terza stagione al Milan. Quali sono le prime impressioni con Amorim e il nuovo staff?

"Finora sta andando tutto bene e stiamo lavorando nel modo giusto. Il mister è una persona positiva. Vedo tante idee e spero che nella prossima stagione riusciremo a fare ancora meglio della scorsa".

Tatticamente cosa è cambiato rispetto al passato? Giocherete un calcio più aggressivo e offensivo?

"Non posso svelare tutte le nostre idee tattiche (sorride, ndr), ma ci sono molte cose diverse. Come avete visto nella prima amichevole, stiamo cercando di giocare con la linea difensiva alta e penso che questa sarà la differenza più grande. Credo che l’allenatore voglia che pressiamo molto di più e che stiamo sempre nella metà campo avversaria".

Lo scorso anno è diventato uno dei beniamini dei tifosi segnando cinque reti. Adesso sente di avere addosso maggiore responsabilità?

"Abbiamo tifosi incredibili ed è sempre una responsabilità enorme giocare per il Milan, avere la possibilità di indossare questa maglia. Il minimo che possiamo fare è dare il cento per cento".

Ripensa ancora alla sconfitta contro il Cagliari che il 24 maggio non vi ha permesso di qualificarvi alla Champions?

"A dire il vero non ho nemmeno rivisto quella partita. Di solito, dopo ogni gara, riguardo tutto il match o almeno i gol, ma a quel Milan-Cagliari non ho più pensato perché fa davvero troppo male".

Che impressione ha avuto dai nuovi acquisti Gila e Gonçalo Ramos?

"Abbiamo preso due ottimi calciatori. Posso parlare soprattutto di Gila perché è un difensore e l’anno scorso ci siamo affrontati alcune volte contro la Lazio: per me è sempre stato il migliore in campo. Ha tantissime qualità e può aiutarci molto, soprattutto per quello che sa fare con il pallone. Inoltre è un giocatore molto aggressivo, quindi penso che sia perfetto per il Milan".

Lei e Modric avete un legame speciale. Quanto è felice di averlo ancora in squadra?

"È incredibile sapere che resterà con noi almeno un’altra stagione. Magari anche di più, vedremo... Luka è una persona straordinaria. Quando hai accanto un campione così, puoi imparare tantissimo: è molto più grande di me, ma quando siamo insieme mi sembra di avere la sua stessa età. Possiamo parlare di tutto perché è davvero un grande uomo".

C’è qualcosa in particolare che ha imparato?

"Prima di tutto il modo in cui vive il calcio. È un professionista straordinario e ho la sensazione che ogni minuto che trascorre a Milanello abbia uno scopo preciso: dalla routine prima dell’allenamento a come si prende cura del proprio corpo. Ha 41 anni e in campo non lo vedi mai stanco, né dà mai l’impressione di non voler fare qualcosa: è sempre il primo a correre e lo fa con un grande sorriso. Per me è incredibile vedere che abbia ancora tutta questa passione per il calcio".

Lei dove si immagina alla sua età?

"Io? Non lo so. Spero di essere come lui".

Voglio vincere l’Europa League, preferisco giocare ogni tre giorni

Strahinja Pavlovic

Quest’anno giocherete l’Europa League. Avreste preferito la Champions, ma anche la seconda coppa europea può essere un obiettivo importante visto che il Milan non l’ha mai sollevata nella sua storia?

"Per tutti noi sarebbe stato meglio vincere l’ultima gara dello scorso campionato e partecipare alla Champions League, però l’Europa League è una grande competizione. L’obiettivo è lottare per vincere il trofeo e sono entusiasta di provarci. Secondo me è molto meglio giocare ogni tre o quattro giorni, piuttosto che avere soltanto la partite di Serie A e lavorare tutta la settimana in allenamento".

Cardinale e Amorim pochi giorni fa hanno dichiarato apertamente di voler vincere e di puntare alla seconda stella. Rispetto allo scorso anno, quando l’obiettivo era entrare tra le prime quattro, le piace questa mentalità più ambiziosa?

"Penso che per raggiungere grandi traguardi, servano grandi obiettivi. Mi piace questo modo di pensare e l’ho detto tante volte anche la passata stagione: dobbiamo restare concentrati su noi stessi e procedere passo dopo passo. È giusto avere l’ambizione di vincere trofei e di raggiungere il massimo, ma dobbiamo farlo con intelligenza, partita dopo partita, cercando di vincerne il più possibile. Se ci comporteremo così, sono sicuro che centreremo grandi obiettivi".

Nel 2025-26 avete perso troppi punti contro le squadre medio-piccole e alla fine lo avete pagato a caro prezzo. Ha capito perché è successo?

"Penso che sia stata soprattutto una questione mentale. Contro le medio-piccole non abbiamo giocato con la stessa mentalità che avevamo per esempio nei derby o nelle grandi sfide. Nei match in cui eravamo favoriti, ci è mancata quella fame di conquistare i tre punti che abbiamo avuto invece nei big match. Non è possibile battere l’Inter, il Napoli e le altre squadre nelle prime cinque o sei posizioni della classifica e poi perdere contro avversarie con le quali sulla carta avremmo dovuto vincere. Per questo credo che sia stato soprattutto un problema di testa. Non vedo altre possibili spiegazioni".

Come ha ritrovato Leao?

"L’ho lasciato riposare e non ho parlato molto con lui. Avremo tempo per farlo".

Spera che Rafa resti al Milan?

"È un giocatore straordinario e mi piacerebbe che rimanesse qui con noi".

In allenamento ha marcato Camarda. Che impressione le sta facendo? Può essere la sorpresa della stagione?

"Posso dire solo cose positive su di lui. Credo che sia migliorato tantissimo rispetto alla prima volta che l’ho visto (nel 2024-25, ndr) e sia cresciuto parecchio anche a livello fisico. È ancora giovanissimo e penso che questa possa essere una stagione davvero importante per lui. Ha grandissime qualità in fase di finalizzazione e con più esperienza, nel Milan può fare davvero bene".

C’è qualche altro giovane che l’ha colpita in questo ritiro?

"Oltre che da Camarda, sono rimasto sorpreso da Kostic. Per lui non è facile arrivare dal campionato serbo a un club di Serie A, soprattutto al Milan. Anche Comotto mi ha fatto una buona impressione: è ancora molto giovane e può migliorare tantissimo, ma la cosa che mi piace di lui è che gioca come se avesse già disputato cento incontri in Serie A. Questa è una sua grande qualità".

Qual è il suo sogno per questa stagione?

"Il sogno? Per me è semplice... Sogno di vincere lo scudetto".

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