Oaktree si era detta contraria ad investimenti su campioni in scadenza di contratto, ma la situazione per l'inglese è diversa: sul bilancio peserà come...
La linea tracciata da Oaktree per il mercato dell'Inter, fino alla settimana scorsa, era chiarissima: stop a parametri zero avanti con l'età, via ad investimenti solo e soltanto "green". Possibilmente sotto i 25 anni di età. E la sessione in entrata della scorsa estate aveva seguito precisamente questa direzione: Luis Henrique (23 anni), Diouf (22), Bonny (21), Sucic (21), il ritorno alla base di Pio Esposito (19). L'unica eccezione era rappresentata da Akanji (30) nell'ultimo giorno di mercato, più che altro un'occasione - confermatasi vincente - nel momento in cui era temporaneamente uscito Pavard. Ma una deroga alla politica a stelle e strisce in questi giorni è arrivata: accordo biennale con John Stones, anni 32, che domani sbarcherà a Milano per sostenere le visite mediche e una volta superate apporrà la sua firma su un contratto da 4 milioni netti a stagione. Una scelta in controtendenza rispetto all'avversione che Oaktree nutre nel versare pesanti commissioni ai procuratori, spiegata però leggendo i costi dell'operazione in entrata e di quelle in uscita.
uno per due
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Il 30 giugno scorso, giorno della naturale scadenza di contratto, l'Inter ha "perso" sia Acerbi che De Vrij ritrovandosi con un buco in difesa. Il primo guadagnava circa 1,5 milioni a stagione, il secondo ben 3,8. Ed entrambi hanno svariati anni in più rispetto a Stones: l'ex azzurro 38, l'olandese 34. Così la dirigenza nerazzurra ha scelto di dirottare il budget dedicato agli stipendi di Acerbi e De Vrij (di molto superiore se sommato: 5,3) investendolo su quello di Stones. Quindi già un risparmio per le casse del club. Ma la chiave reale per la riuscita dell'operazione, oltre che nell'ingaggio comunque abbordabile che percepirà l'inglese, sta proprio nella fee (tradotto letteralmente: la tassa) che l'Inter verserà ai procuratori di Stones. Considerata ragionevole, abbordabile, in linea con l'esperienza del difensore (che avrà quindi costi a bilancio di poco superiori al solo De Vrij). E soprattutto parecchio distante ad esempio da quella quota 8 - ovviamente sempre in milioni di euro - che l'Inter di Zhang aveva sborsato per esempio agli agenti di Thuram per bruciare la concorrenza del Milan. Cifre del genere per un colpo (più o meno) a zero non se ne vedranno più. E Oaktree, comunque, ha pesantemente abbattuto la voce "Costi per servizi" - quelli a cui si annoverano le commissioni ai procuratori - sui bilanci nerazzurri, e così continuerà a muoversi. Ma se qualcuno vale un'eccezione, perché privarsene...


