La Bce mette in pausa, come da attese, i tassi ma segnala che l'impatto sull'inflazione della crisi di Hormuz e i suoi segnali allarmanti "deve ancora manifestarsi appieno" confermando così la possibilità di nuovi rialzi probabilmente già a settembre. Il board dell'istituto centrale ha votato compatto per lasciare i tassi stabili al 2,25% dopo l'aumento di giugno ma, ha ammesso la presidente Bce Christine Lagarde in conferenza stampa, "alcuni governatori si sono chiesti" se fosse necessario già un aumento. Il mese scorso la tregua siglata fra Usa e Iran e il crollo delle quotazioni del greggio, aveva riacceso il dibattito fra 'falchi' e 'colombe' all'interno del board sul rischio di un nuovo errore come quelli visti nel 2008 e 2011 di una stretta monetaria su un'economia debole e sulla necessità invece di restare prudenti di fronte a un'inflazione che persiste.
LA CONFERENZA STAMPA:
Per la prossima riunione dopo l'estate, lo staff dell'istituto centrale presenterà al board degli scenari su petrolio e gas che saranno così alla base della decisione la quale, è il mantra di Francoforte, è "basata sui dati". Le previsioni Bce diffuse a giugno parlano di un'inflazione del 3% quest'anno con un calo del 2,3% il prossimo e al 2% al 2028 ma la crescita di quella 'core', escluso cibo ed energia, è comunque vista sopra l'obiettivo del 2% nel 2028. Di certo le ultimissime notizie dall'area del Medio Oriente non sono incoraggianti: nuovi attacchi alle petroliere, negoziati stagnanti e rischio di allargamento del conflitto anche al Mar Rosso che hanno spinto il prezzo del Brent sopra i 100 dollari proprio mentre era in corso la conferenza stampa
. Anche sul fronte dei rendimenti dei titoli di Stato si è vista una crescita, con quello del Btp italiano che hanno superato la soglia del 4% mentre il Bund ha toccato il 3,19%. Come sottolineato peraltro più volte dalla stessa Bce e dagli osservatori, anche con un ritorno immediato alla normalità, che al momento non si vede, ci vorrebbe del tempo per ripristinare la situazione pre conflitto sotto il profilo delle forniture di petrolio, gas e materie prime e degli scambi commerciali. "I rischi per l'inflazione" sono così orientati al rialzo, si legge nella nota che accompagna la decisione, e oltre al caro bolletta ci si mettono anche "gli eventi meteo estremi e la crisi climatica" che potrebbero far salire i prezzi degli alimentari. La dinamica inflattiva poi rischia di "pesare sui salari reali".
L'inflazione persistente si inserisce in uno scenario dove oltretutto "le prospettive di crescita a breve termine sono modeste". Sul fronte economico infatti alcuni segnali incoraggianti si trovano solo nei servizi grazie alla crescita della tecnologia e dell'Ia. Le banche stanno irrigidendo le condizioni di finanziamento a famiglie e imprese, sia per le decisioni della stessa Bce, sia per l'incertezza della guerra. Nel medio termine i "fattori di crescita restano intatti" rileva comunque l'Eurotower. E infine c'è il tema della permanenza o meno della Lagarde al vertice. La stessa presidente in un'intervista a un quotidiano, qualche settimana fa, aveva lasciato aperta la possibilità di un suo ruolo in vista delle elezioni presidenziali francesi nell'aprile del 2027. Elezioni dove, al momento, sono dati per favoriti i due candidati delle ali estreme dello schieramento politico con un programma anti europeista. Ora, alle domande dei giornalisti, dice "che quando le nuvole sono all'orizzonte il capitano resta sulla nave" aggiungendo che "non vi libererete di me prima del 2027", anche se questo non esclude in assoluto che possa lasciare qualche mese prima della fine del mandato, a ottobre, in tempo per il voto.
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