Ha parato un rigore a Ronaldo, ha perfezionato i suoi lanci lunghissimi tirando pietre quando gestiva il gregge di famiglia, ha fatto mille lavori prima di emergere. E ora ha fermato il Belgio
Come ha fatto un pastore della provincia del Luristan a diventare un calciatore professionista in grado di parare un rigore a Cristiano Ronaldo al Mondiale del 2018? È la storia di Alireza Beiranvand, che quando indossa la maglia dell'Iran acquista i superpoteri ed è stato protagonista anche a Los Angeles murando la sua porta contro gli attacchi del Belgio. La storia di questo portiere prodigio inizia da quando, ragazzino, passava il tempo a lanciare le pietre il più lontano possibile mentre doveva badare al gregge di famiglia. Quei sassi sono diventati palloni e la voglia di farli arrivare a decine di metri di distanza si è trasformata nella sua capacità di rinvio profondo dalla sua area di rigore: con le mani Beiranvand lancia il pallone per oltre sessanta metri, con precisione.
la famiglia
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Portiere, sì, ma per caso. Perché Alireza quando inizia a giocare a calcio lo fa nel ruolo che vogliono interpretare (quasi) tutti i bambini: attaccante. Destino vuole che un giorno un suo amico si fa male e lui si ritrova a doverlo sostituire... in porta. E da lì non si è più mosso. Ma quanta fatica per far accettare alla famiglia questa passione. Soprattutto al padre che, furioso, una volta gli strappò la prima divisa e i guantoni: "Fui costretto a giocare per diverso tempo a mani nude", spiegò lo stesso Beiranvand ricordando quell'episodio. Lavorare per lui doveva essere la prima cosa. Il gioco? Guai a parlarne. Alireza per alimentare il suo sogno aveva bisogno di soldi, così dopo aver smesso di fare il pastore prima trovò impiego in un panificio, poi come spazzino e dopo ancora in un autolavaggio dove sfruttava la sua altezza (quasi due metri) per pulire le auto al doppio della velocità. Un giorno passò a lavare lì la macchina Ali Daei, il più grande calciatore iraniano di tutti i tempi, con un passato anche nel Bayern Monaco con cui ha vinto il campionato tedesco nel 1999. Alireza avrebbe voluto parlare allora con lui, ma si vergognò della sua storia e delle sue origini, quindi rinunciò. La svolta arrivò comunque nel 2011 quando il Naft Tehran, la squadra in cui giocava, vide in lui troppo talento per tenerlo nelle giovanili. Da lì la nazionale iraniana e l'inizio di una storia che l'ha portato anche in Europa, Anversa prima e Boavista poi: due avventure finite male. Ma quando mette i guanti della nazionale, Beiranvand non lo supera nessuno.
Questa è una delle 48 storie che potete leggere nello Speciale Mondiale G+ della Gazzetta, un protagonista per ogni paese: il grande libro della Coppa del Mondo
La Gazzetta dello Sport
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