Parente di Paolo VI e i 20 miliardi in 20': chi è l'inviato di Trump che vuole l'Italia al Mondiale

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L'intermediario Paolo Zampolli è l'inviato speciale del presidente per le partnership globali. I legami con Epstein, l'amicizia con Melania che dice d'aver presentato a Trump e le accuse della ex moglie

23 aprile - 12:41 - MILANO

Dai legami con Jeffrey Epstein (nel 2004 cercò di acquistare un'agenzia di modelle assieme all'imprenditore), a fedelissimo di Donald Trump, che lo ha nominato "inviato speciale del presidente Usa per le partnership globali", che in parole povere significa promuovere l’agenda americana, favorire relazioni, creare opportunità d'affari. Paolo Zampolli, milanese 56enne, figlio di imprenditori di giocattoli e fondatore negli anni Novanta dell’agenzia di modelle "ID", è questo e molto altro. In questi giorni è finito pure nelle cronache sportive per aver chiesto al presidente degli Stati Uniti di sostituire l'Iran con l'Italia al prossimo Mondiale. Ma come ha fatto Zampolli ad entrare "nell'inner circle" del tycoon?

melania

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Dobbiamo tornare indietro di 30 anni, alla fine degli anni Novanta, quando fu proprio lui - così almeno sostiene - a favorire l'incontro tra Trump e l'attuale First Lady Melania, allora modella. Quel biglietto da visita gli ha poi aperto le porte della Casa Bianca. C'è anche un legame tra Zampolli e lo sport italiano, visto che in una sua recente visita nel nostro Paese ha incontrato il ministro dello Sport Andrea Abodi, discutendo di cooperazione tra Usa e Italia. Un personaggio che si muove - potremmo così dire - tra le righe: non un diplomatico, ma qualcuno che prepara il terreno per trattative che vengono poi portate avanti di chi ha le credenziali per farlo.

boeing

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Zampolli pare aver la tendenza ad esagerare, come testimonia l'episodio raccontato recentemente dal Financial Times riguardo il viaggio in Uzbekistan per la vendita di alcuni Boeing. Di fronte di una proposta iniziale di 4 miliardi di dollari, pare si sia inalberato, replicando: "Siete impazziti? Non chiamo il mio capo per miseri 4 miliardi... Ne voglio 50". Stando alle parole dello stesso Zampolli, che si vanta di essere parente alla lontana di Papa Paolo VI, l’intesa si sarebbe poi raggiunta attorno ai 20 miliardi, il tutto in una ventina di minuti. Intermediario è probabilmente il termine migliore per definirlo.

la ex moglie

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Nel 2011 fu nominato Ministro Consigliere presso la Missione Permanente del Commonwealth di Dominica alle Nazioni Unite. Tre anni più tardi, quella che era all'epoca sua moglie, Amanda Ungaro, venne invece scelta da Keith Mitchell, allora Primo Ministro di Grenada, come ambasciatrice delle Nazioni Unite per gli Affari Giovanili, altro segnale dell'influenza di Zampolli, che nel 2023 divorziò dall'ex modella brasiliana, diventata celebre in questi giorni per le dichiarazioni rilasciata alla trasmissione Rai "Report", nelle quali ha raccontato il presunto legame tra il suo ex compagno e Melania Trump. Secondo Ungaro, arrivata negli Usa a soli 16 anni sul tristemente celebre aereo di Epstein, il Lolita Express, tra i due esisterebbe un accordo volto a garantirne il silenzio, che avrebbe favorito l’ascesa politica dell’imprenditore: "C’è un patto tra loro, ne sono certa al cento per cento". Secondo Ungaro, la First Lady avrebbe interesse a tenersi stretto Zampolli, "perché ha paura che lui possa rivelare circostanze compromettenti". Non a caso Melania a inizio aprile ha registrato un video in cui si è discolpata preventivamente nel caso Epstein e in cui ha negato che fosse stato lui a presentarla a Donald Trump. Ungaro è stata deportata pochi mesi fa in Brasile dall'Ice dopo il suo arresto in Florida nel 2024 in quanto titolare di un centro benessere dove si eseguivano procedure estetiche senza licenza.

replica

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In risposta alle accuse di Ungaro, Zampolli si è scagliato non solo contro di lei, ma contro le donne brasiliane in generale, utilizzando epiteti pesanti e stereotipi razzisti, descrivendole in modo degradante, associandole a contesti di prostituzione e povertà, definendole "spazzatura" o "prostitute per fame" come si è potuto ascoltare nel video di "Report". Zampolli aveva diffidato la trasmissione dal mandare in onda il filmato, poi regolarmente trasmesso lo scorso 19 aprile, e ora annuncia azioni legali contro chiunque diffonda "contenuti falsi". Ora si è mosso per il ripescaggio degli Azzurri al Mondiale, dove dovrebbero sostituire l'Iran, che però non pare intenzionato a rinunciare. La decisione finale ovviamente spetta alla Fifa.

La Gazzetta dello Sport

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