Parcheggio in doppia fila: quando possiamo contestare la multa

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Secondo il Codice della strada una contravvenzione per parcheggio in seconda fila non sempre è definitiva. Ecco le circostanze che consentono di impugnare il verbale, con buone possibilità di avere ragione

Luca Palladino

15 luglio - 15:00 - MILANO

A volte capita di parcheggiare la propria auto in doppia fila, senza magari nemmeno pensare a quelle che sono le conseguenze per gli altri utenti della strada. Di fatto, lasciando un veicolo accanto a un altro collocato in maniera corretta nelle aree di sosta, si va a invadere la carreggiata ostacolando il transito e si impedisce al proprietario del mezzo parcheggiato bene di muoversi in libertà. Questa condotta è vietata dall'art. 158 del Codice della strada e le sanzioni per il parcheggio in doppia fila vannoda 25 a 100 euro per ciclomotori e motoveicoli a due ruote, da 42 a 173 euro per tutti gli altri veicoli, con la possibilità anche della rimozione forzata del mezzo. La vera differenza sta però tra la sosta e la fermata. La prima è infatti la sospensione della marcia protratta nel tempo, con il conducente che si allontana dal veicolo. Invece, la seconda è la temporanea interruzione della marcia, anche dove non è permesso sostare, per far salire o scendere passeggeri, con il conducente che rimane a bordo del veicolo, subito pronto a ripartire. Ed è proprio per questo che l'art. 157 del Codice della strada punisce solo la sosta e non la fermata.

Come fare ricorso per la multa

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Quando si riceve una sanzione per parcheggio in seconda fila è possibile impugnare la multa per vizi formali, cioè errori nella scrittura del verbale, oppure per vizi sostanziali, ovvero sulle concrete modalità della violazione contestata. Per quanto riguarda i vizi formali, spesso è sufficiente il ricorso amministrativo al Prefetto, da presentare entro 60 giorni dalla notifica del verbale. Mentre, per i vizi sostanziali, è preferibile rivolgersi entro 30 giorni al Giudice di Pace, con la possibilità di portare testimoni e documentazione più articolata. Il verbale di accertamento di una sanzione, come per il parcheggio in doppia fila, deve rispettare requisiti precisi e ogni errore di scrittura può consentire a chi riceve la multa di impugnare il verbale. Tra i vizi formali troviamo: l'omessa indicazione della norma violata del Codice della strada; la mancanza della firma dell'agente; l'assenza della targa del veicolo; la mancata indicazione delle modalità di pagamento o ricorso; l'omissione del luogo dell'infrazione. Comunque, non è detto che, anche se ci sono questi vizi formali, la multa venga annullata in automatico. L'errore deve produrre una conseguenza concreta. Il giudice deve quindi valutare sempre se siano stati compromessi o meno i diritti di difesa del destinatario della contravvenzione.

Quando contestare la sanzione

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Oltre ai vizi formali, ci sono appunto i vizi sostanziali, che riguardano la realtà concreta di ciò che è accaduto. Uno dei motivi di contestazione più usati è di sicuro la differenza tra sosta e fermata. Con la sentenza n. 18257 del 22 agosto 2006, la Corte di Cassazione ha stabilito che se il conducente è ancora nell'abitacolo con il motore acceso, allora non si può parlare di sosta, ma di fermata; pertanto, la multa per parcheggio in doppia fila non è legittima. È così possibile contestare il verbale, avvalendosi anche di testimoni o altre prove a supporto. Si può contestare poi per lo stato di necessità. Infatti, per l'art. 4 della legge n. 689/1981, non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto in stato di necessità o legittima difesa. Di fatto, questa norma consente di derogare il parcheggio in doppia fila quando risulta indispensabile per tutelare l'incolumità fisica propria o altrui. Per questo, serve comunque che vengano rispettate delle condizioni: la condotta irregolare deve essere necessaria per proteggere una persona da un pericolo reale e imminente; inoltre, non deve mettere a rischio l'incolumità degli altri utenti della strada. Quindi, si può impugnare la multa per la sosta in doppia fila quando si accompagna d'urgenza un familiare in condizioni di salute critiche, purché la sosta non vada a creare situazioni pericolose per il traffico, ma non si può parcheggiare in seconda fila per accompagnare in pronto soccorso una persona che non è in gravi condizioni di salute.

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