Paola Perego, 'vado a Tale e Quale per i miei nipoti, io sono cantante dentro'

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"Lo faccio per i miei nipoti ma anche perché mi diverte da morire. E poi Carlo è talmente una brava persona, oltre che un grande professionista, siamo così amici che io mi fido ciecamente. Fino all'ultimo non voglio sapere niente, poi mi diranno". Paola Perego, ospite al Giffoni Film Festival, parla così con l'ANSA del suo prossimo impegno televisivo, ovvero la partecipazione come concorrente ufficiale alla nuova edizione di Tale e Quale Show 2026, il programma condotto da Carlo Conti in onda su Rai1.
    "Carlo ci ha messo un po' a convincermi, ma ho accettato perché da sempre mi diverte travestirmi e cantare. E io scherzo sempre sul fatto che io sono cantante dentro. Del resto ho cantanto per cinque anni a Citofonare Rai2 e quest'anno che non c'è più non mi posso travestire. I miei nipoti guardavano sempre quel pezzetto lì del travestimento e quindi vado a travestirmi alla grande. Loro mi chiamano la nonna matta, quindi devo continuare su quella linea".
    E proprio sul programma di Rai2, che nell'ultima edizione ha condotto con Paola Barale, non nasconde il suo dispiacere: "Mi è dispiaciuto molto, sì, ma è stata una questione di budget. Hanno dovuto tagliare e ci siamo capitate noi. È un programma che durava da 5 anni, l'ho scritto con Serena Costantini e lo abbiamo modificato negli anni, abbiamo riacceso quella fascia oraria... ma capisco. E poi ora c'è Tale e quale e insomma dopo 43 anni in cui ho fatto davvero tutto, posso anche prendere una stagione sabbatica" dice ridendo.
    Sul rapporto tra giovani e televisione, Perego osserva che oggi la televisione non propone più programmi pensati per loro.
    "La televisione non fa programmi per voi. Io adesso non so cosa potreste guardare. I miei figli neanche la guardano, e lo capisco perfettamente perché non ci sono i contenuti adatti" dice. In passato, ricorda, esistevano programmi in cui i giovani potevano immedesimarsi, come la prima versione di Amici, quando i ragazzi si confrontavano davanti a un Led. "In quel caso i ragazzi potevano fare delle domande o chiedere dei consigli in maniera anonima. La domanda appariva sul Led e poi erano i ragazzi stessi a rispondere ai quesiti e ai dubbi. Era un confronto veramente molto bello. È un programma che, tra l'altro, avevo anche proposto di rifare. Poi Amici è diventato tutt'altra cosa, è un talent, e va bene".
    Perego, che ha solcato con successo quasi tutti i settori della tv, sottolinea che presentare non significa soltanto saper parlare: "Presentare è un lavoro. Ci sono delle tecniche per intervistare e delle tecniche per fare cose diverse. In questo momento queste differenze non ci sono più: hai parlato, hai fatto un reality, e allora puoi condurre. No, non è proprio così, condurre è un'altra cosa". E a chi le chiede come fare per diventare come lei, ribatte: "Oggi è più difficile perché ai miei tempi d'estate si sperimentavano nuovi conduttori perché, essendo fuori garanzia, l'azienda non rischiava di perdere troppi soldi. Se funzionavano, in autunno venivano affidati a loro programmi più importanti. Questa possibilità oggi per i giovani non c'è più, ed è una tragedia. Quando moriamo noi, io non so chi andrà a condurre, perché non stanno facendo crescere nuovi talenti. Non danno loro la possibilità di provare, di imparare e di sperimentarsi nei programmi estivi perché non c'è più budget. Quindi i palinsesti chiudono ormai a maggio e poi vanno in onda solo repliche su repliche. E questo è un peccato per voi, è un peccato per i giovani".
    Programmi futuri? "Vedremo... in tv non mi manca niente. Ho fatto anche un film con Barbara De Rossi e Christopher Lambert 'L'una e l'altra', che mi era piaciuto tantissimo. Immagina? Io e Higlander... Poi Barbara mi ha dato consigli preziosissimi di attingere ad esperienze che avevo fatto nella mia vita e portarle sullo schermo ed è stato bellissimo. Ecco, quello mi piacerebbe, magari fare la nonna in un film o in una fiction. Mi tingono i capelli di bianco e sono pronta...!".
   

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