"Il decreto legge Primo Maggio
approvato ieri riafferma il ruolo centrale della contrattazione
collettiva, individuando nei contratti firmati dalle
associazioni più rappresentative il riferimento legale per
definire il 'salario giusto' previsto dall' art. 36 della
Costituzione", commenta il presidente di Confindustria Emanuele
Orsini.
"Condividiamo la norma sui rinnovi dei contratti, che -
indica il leader degli industriali - ne garantisce la
tempestività riconoscendo allo stesso tempo il valore
dell'autonomia negoziale collettiva.
È positivo e condivisibile - aggiunge - anche il
rafforzamento degli incentivi a favore dell'assunzione di tutte
le persone più lontane dal mercato del lavoro, del contrasto al
lavoro irregolare tramite piattaforme digitali e a favore della
conciliazione vita-lavoro".
"Concedere gli incentivi pubblici solo a chi garantisce il
'salario giusto'", sottolinea, "contrasta il dumping
contrattuale. Non trovo corretto riconoscere i benefici
derivanti dalla fiscalità generale a chi non garantisce il
trattamento economico e normativo dovuto ai propri dipendenti.
In questo modo il Governo premia le imprese corrette, sostiene
il lavoro di qualità e rafforza un sistema competitivo fondato
su legalità, responsabilità sociale e giusta concorrenza".
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6 ore fa
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