Il cileno al comando dopo la seconda giornata davanti allo spagnolo Ayora (-13). Sette italiani passano il taglio. Fuori Francesco Molinari. Giro record di Wallace
Silvia Audisio
26 giugno - 20:09 - MILANO
“In questo field è due spanne sopra tutti gli altri, forse solo Patrik Reed gli si avvicina”. Edoardo Molinari parla di Joaquin Niemann, il giocatore cileno che si porta al comando dell’Open d’Italia numero 83, in corso al Golf Torino. E che fissa lo score di metà gara 15 colpi sotto il par (64-63). Parte piano (dalla 10), ma poi guadagna otto colpi con sei birdie e un eagle. Arriva a Torino dallo US Open giocato la settimana scorsa, dove segna un 11 nel primo round (anche un ferro lanciato e due colpi di penalità) e poi riesce a rimontare fino alla settima posizione finale, pur nella sfida infernale che questo major richiede ai giocatori. Dunque tutto in discesa all’Open d’Italia? “In realtà è un momento in cui tutto il mio gioco funziona, lo swing è ottimo, le traiettorie sono quelle che voglio; in un campo come questo devi tirare dritto e prendere il fairway, se poi con i ferri hai i numeri giusti puoi fare davvero un buono score. Ti trovi spesso a dover scegliere tra due bastoni, dunque giocare il bastone più lungo e togliere qualcosa è stata la chiave per me“. Numero uno nel ranking mondiale dilettanti, il 27enne cileno è stato il primo del suo Paese a vincere sul PGA Tour, e lo ha fatto due volte prima di accettare (nel 2022) l’invito milionario della LIV, la lega araba che ha diviso l’universo del golf per arrivare ora (4 anni dopo) a un ripensamento totale della sua proposta (da oggi priva del sostegno del fondo sovrano saudita), che tanto ha fatto discutere. In questo circuito Niemann ha vinto otto volte, la prima delle quali battendo al playoff l’idolo di sempre Sergio Garcia. “Non ho ovviamente il controllo su ciò che sta accadendo nella LIV, ma mi piace molto tutto quello che fanno, mi piace il prodotto, il format e la competizione in team”. Segue in classifica lo spagnolo Angel Ayora a -13 (66-63). Nello score di oggi sette birdie, un eagle (imbucando alla buca 4 da 135 metri) e un solo colpo perso. “Certo essere in campo con il capitano di Ryder Cup Luke Donald è stato una grande booster in questi due giorni”, ha detto. Il ventunenne è alla seconda stagione piena sul tour maggiore: in tutto 48 i tornei giocati in questi due anni e solo otto i tagli mancati. Nel suo 2025 da rookie al livello più alto ha messo in fila un record di dieci top-ten (nessun altro ci è mai riuscito), chiudendo ventesimo nella Race to Dubai. Un giocatore capace di colpi spettacolari intorno ai green proprio come il suo mito Seve Ballesteros, di cui ha visto i video di ogni impresa e che porta sulla maglia nel gesto più iconico del campione scomparso (il figlio Javier è il suo manager). Nella sua ottima performance anche un piccolo segreto: dopo aver tirato raccoglie la zolla e annusa l’erba (“un amico mi ha detto che fa bene e mi piace molto”). Da parte sua, Edoardo Molinari (il leader di ieri con record del campo) non ha ritrovato oggi la stessa condizione e ha commentato così il giro di oggi: “Dal tee bene come ieri, male i ferri con meno occasioni da birdie, meno putt imbucati. Sempre difficile dopo un giro basso fare ancora bene”. Intanto, un putt imbucato all’ultima da dieci metri per l’eagle lo porta a -9, avvicinandolo al leader sei colpi più avanti. Ma il chip di Matt Wallace imbucato all’ultima per il birdie gli ha soffiato il record del campo, portandolo a 62. Con lui sono in tre a -11: oltre all’inglese (69-62), ci sono Tom Vaillant (65-66) ed Eugenio Chacarra (66-65). Solo a -8 Romain Langasque (69-63) e poi un gruppo di cinque a -9. Sono Joakim Lagergreen (66-67), Frederic Lacroix (70-63), Jorge Campillo (66-67), Angel Hidalgo (66-67), Edoardo Molinari (63-70). Guido Migliozzi è un colpo più indietro a -8 (65-69). Il campo si presta a grandi risultati e la partita rimane aperta per molti. Il taglio dopo 36 buche cade a -3 e l’Italia alla fine rimane in campo con sette giocatori: oltre a Molinari e Migliozzi, ci saranno nel weekend Lorenzo Scalise, Andrea Romano, Filippo Ponzano (l’amateur che gioca in casa), Stefano Mazzoli e Matteo Cristoni.



