Olivera sul traffico a Napoli: "Sembrano tutti matti". Poi chiarisce: "Uno scherzo"

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Le dichiarazioni al podcast "Por la Camiseta" scatenano le polemiche tra i tifosi e il difensore si spiega sui social: "Intervista scherzosa, parlavo di quanto possa essere difficile guidare qui, come tutti sappiamo..."

Alessandra Vaccaro

16 maggio - 14:23 - NAPOLI

Schivo, discreto, a tratti taciturno. Mathias Olivera è finito al centro delle polemiche, nonostante la solita ritrosia ai riflettori. Il terzino uruguaiano, nei giorni scorsi, ha concesso un’intervista a Rafa Cotelo nel suo format Por la Camiseta. A far rumore sono state le dichiarazioni sui napoletani alla guida: “Se è un casino guidare a Napoli? La verità è che è davvero complicato. Devi abituarti perché è un po’ come una rotatoria al contrario, contromano. Non gli importa niente…”. Alla domanda, “Non rispettano nulla?”, Mathias ha risposto: “No, qui no. Gli è indifferente, sinceramente. I primi mesi mi incavolavo, dicevo: ma cosa stanno facendo? Sono tutti matti? Non rispettano nulla, non ci sono semafori, non ci sono strisce. Ma vanno avanti”. Olivera ha poi rincarato la dose paragonando Napoli alla sua nazione d’origine: “Non capisco quale sia la logica. In Uruguay se fai una mancanza chiedi scusa. Qui, invece, suonano il clacson, litigano, discutono. E per di più buona parte della città ha vicoli strettissimi, dove non ci passa neanche un’auto”. 

la reazione

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Ebbene, le sue parole non sono passate inosservate al popolo napoletano, tanto che l’esterno azzurro si è sentito in dovere di fare una precisazione attraverso il suo profilo Instagram. Mathias ha pubblicato una storia sui social, contenente un lungo messaggio: “Vorrei chiarire una cosa perché alcune citazioni sono state estrapolate dal contesto e alcune persone o giornalisti stanno pubblicando titoli per creare polemiche e generare commenti… Nell’intervista non ho mai detto che i napoletani sono persone conflittuali, né ho mancato di rispetto a Napoli. Parlavo solo, scherzando (così era il tono dell’intervista), di quanto possa essere difficile guidare qui, cosa che tutti sappiamo. Non ho mai detto che la gente litiga per il traffico. Sono uruguaiano e credo che i napoletani siano molto simili a noi: persone calorose, umili e dal gran cuore. Sono molto felice a Napoli e grato per l’affetto che hanno sempre dimostrato a me e alla mia famiglia, chi mi conosce lo sa”. E a giudicare dall’inizio dell’intervista, con tanto di parrucca, e di siparietto (“Non sono Mathias, sono il fratello di Cavani”), il tono deve essere stato davvero scherzoso. 

in casa

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Mathias Olivera è arrivato a Napoli nell’estate del 2022, tra lo scetticismo generale dei tifosi, provati dagli addii di Koulibaly, Insigne e Mertens. Era l’estate della ricostruzione, quella che avrebbe condotto alla vittoria del terzo scudetto del Napoli sotto la guida di Luciano Spalletti. Mai una parola fuori posto, mai una dichiarazione piccata, mai un broncio per una panchina. Mathias ha dimostrato fin dal primo giorno all’ombra del Vesuvio, abnegazione e completa disponibilità. Qualità particolarmente apprezzate dai tifosi. L’uruguaiano ha vissuto quattro stagioni in azzurro, impreziosite da due scudetti. Mathi ha raggiunto quota 132 presenze in azzurro, condite da tre reti. Può essere considerato un jolly delle retrovie. Nasce esterno basso a sinistra, ma all’occorrenza può ricoprire anche il ruolo di braccetto o centrale di difesa, come spesso accade nella nazionale di appartenenza. Con Antonio Conte ha occupato anche lo spazio di centro-destra nella difesa a tre, senza sfigurare. È un sudamericano atipico. Non ama la movida e la confusione, piuttosto preferisce trascorrere il suo tempo con la moglie Belu e le figlie Bella e Zoe. 

il bonus pizza

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La duttilità di Mathias ha attirato l’attenzione di svariati club, dal Nottingham Forest, che l’avrebbe voluto a titolo definito già nel mercato di gennaio, ma anche l’interesse del West Ham, Atletico Madrid e Siviglia. Insomma, Mathias Olivera, silenziosamente, si è costruito lo status di giocatore particolarmente apprezzato. Certo, in Inghilterra o in Spagna, perderebbe alcuni benefit prettamente napoletani. “Ogni tanto mi arriva una pizza gratis a casa”, ha ammesso felice nella puntata del podcast incriminata.

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