Olimpia: Poeta, 'incredibile entrare nella storia al mio primo anno'

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Peppe Poeta resta umile: una finale scudetto giocata con Brescia, una Coppa Italia e uno Scudetto vinto al primo anno come allenatore di Milano lo fanno felice ("sono il più contento del mondo, se è un sogno non svegliatemi") ma non lo cambiano. "Se sono un predestinato? No, no. È una grande cagata - risponde Poeta alle domande in campo e in conferenza - ma la mia carriera sta andando oltre le più rosee aspettative, mi servirà quando ci saranno i periodi bui.
    Sono stato sicuramente fortunato a prendere una squadra di ragazzi speciali che mi hanno dato tutto il loro supporto dal primo giorno. Vincere due trofei al mio primo anno è qualcosa di incredibile, fare il triplete che entra nella storia dell'Olimpia è qualcosa di ancora più incredibile, condividerlo con una leggenda come Ettore Messina che ha costruito la squadra e che ha vinto la Supercoppa ancora di più. La proprietà se lo merita, mi è stata vicina in tutti i momenti difficili e ne abbiamo avuti tanti".
    La dedica è quasi scontata: "Un pensiero va a Giorgio Armani: il primo triplete nell'anno della sua scomparsa mi rende orgoglioso. Poi c'è un ragazzo che sta poco bene: si chiama Riccardo, ha 15 anni e le sue parole, con il suo sorriso, meritano una dedica speciale. Siamo contenti di avergli regalato una gioia. Ho la pelle d'oca, ma se domani vedo un pallone arancione lo buco".
   

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