Ogura, campione che nessuno ha visto arrivare: "Ma all'inizio finivo sempre dietro mia sorella"

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epa13070537 Ai Ogura of Japan on his Aprilia celebrates winning the MotoGP race of the Motorcycling Grand Prix of the Netherlands at TT Circuit in Assen, the Netherlands, 28 June 2026.  EPA/VINCENT JANNINK

Strafottente, coraggioso, sincero al massimo. Ad Assen ha riportato il Giappone alla vittoria nella classe regina. Chi è il pilota su cui Davide Brivio ha scommesso e fa sognare l'Aprilia Trackhouse  

Giorgio Burreddu

Collaboratore

29 giugno - 18:23 - MILANO

I giapponesi conoscono un segreto per ogni cosa e Ai Ogura non fa eccezione. “In definitiva, tutto si riduce alla tua abilità”. Signori, in piedi: applausi, questo sì che è essere saggi. Parla poco, piano, ma quando sorride sa anche fare rumore. E se c’è da aprire il gas, non si fa problemi. È il pilota che ha squarciato il velo di questo Mondiale: sembrava scritto, scontato, assegnato. Poi è arrivato lui, sulla sua Aprilia by Trackhouse Racing. La prima vittoria nella categoria regina se l’è presa ad Assen, cattedrale dei prediletti delle due ruote. “So che forse non dovrei dirlo, ma sarei felice se la mia vittoria avesse un grande significato per il mondo degli sport motoristici giapponesi”, ha detto. E soprattutto si trova a -25 dalla testa della classifica: un po’ poco per liquidare tutto come fatalità. “È stata una giornata speciale e non è stata facile. Ce l’abbiamo fatta. Qual è il mio segreto? Ho girato tanto in moto, ma sono ancora abbastanza giovane”. Ogura non l’avevamo visto arrivare, concentrati com’eravamo su Marquez, Bagnaia, Bezzecchi e i soliti noti della velocità. Ma quel che conta è che questo ragazzo di 25 anni, nato a Tokyo e cresciuto sulle piste d’Asia e del mondo, non va solo forte: viaggia verso il sol dell’avvenire. “Per andare forte hai bisogno di tutto: frenata, percorrenza. Per ora mi sento bene con tutte le parti della mia Aprilia”. 

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