Occhi allergici e sport all’aria aperta: come proteggersi da pollini, smog e vento

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I consigli dell'Associazione Italiana Medici Oculisti per proteggere la vista e allenarsi in sicurezza anche all’aperto

Sofia Vitali

5 giugno - 12:15 - MILANO

Con la bella stagione tornare a correre, pedalare o allenarsi all’aperto è uno dei modi migliori per rimettersi in movimento. Ma per chi soffre di allergie oculari, questa sana abitudine può provocare qualche fastidio. Questo articolo nasce da un approfondimento di Medikea per Gazzetta Active dedicato a un problema molto comune tra chi pratica sport outdoor: occhi rossi, prurito, lacrimazione e fastidio alla luce. A provocare questi fastidi non sono solo i pollini. Anche smog, polveri sottili, ozono, fumo e aria indoor possono peggiorare i sintomi della congiuntivite allergica, soprattutto quando l’esposizione si somma all’attività fisica all’aperto.

Occhi allergici: perché lo sport outdoor può peggiorare i sintomi

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Durante una corsa, un giro in bici o un allenamento al parco, gli occhi sono più esposti a vento, polline, particolato e sostanze irritanti presenti nell’aria. Il risultato può essere un’irritazione più intensa della superficie oculare, con lacrimazione, bruciore e bisogno continuo di strofinarsi gli occhi. Una revisione sistematica pubblicata sulla rivista Life ha analizzato 29 studi e oltre 3 milioni di visite ambulatoriali per congiuntivite allergica. Il dato che emerge è chiaro: inquinamento atmosferico, pollini ed esposizioni indoor possono contribuire all’insorgenza e al peggioramento dei sintomi oculari allergici. Tra gli agenti più coinvolti ci sono particolato atmosferico, ossidi di azoto e ozono. In particolare, l’ozono è stato associato a un aumento dell’8% delle visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, mentre l’esposizione alle polveri sottili PM2.5 è stata collegata a un rischio fino a 9 volte maggiore.

Pollini e smog: una combinazione da non sottovalutare

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Dunque, per chi fa sport all’aria aperta, il problema non è solo il calendario dei pollini. Lo smog può rendere la superficie oculare più vulnerabile e amplificare l’effetto degli allergeni. Quando pollini e inquinanti agiscono insieme, il carico infiammatorio sugli occhi può aumentare. “Negli ultimi anni il numero di studi che valutano gli effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico sull’occhio è aumentato. L’inquinamento può non solo aggravare sintomi oculari già presenti, ma anche causare nuove malattie oculari”, spiega Alessandra Balestrazzi, presidente dell'Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO). “Il disturbo oculare più comune legato all’inquinamento atmosferico è l’irritazione o l’infiammazione della congiuntiva, ma molto frequente è anche il cosiddetto occhio secco. L’inquinamento atmosferico è composto da gas e particelle, come ossidi di azoto, monossido di carbonio e particolato, prodotti soprattutto dal traffico e dalle attività industriali”. Per questo, chi si allena in città o lungo strade trafficate dovrebbe prestare attenzione non solo alla concentrazione dei pollini, ma anche alla qualità dell’aria.

Il fumo di sigaretta elettronica e film lacrimale

Fumo, sigarette elettroniche e film lacrimale

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A incidere sulla salute degli occhi non è soltanto l’ambiente esterno. Anche il fumo di tabacco e le sostanze rilasciate dalle sigarette elettroniche possono alterare il film lacrimale, cioè quella sottile pellicola che protegge e lubrifica la superficie dell’occhio. “Anche il fumo di tabacco - prosegue Balestrazzi - influisce sulla superficie oculare, causando sintomi come prurito, arrossamento e irritazione degli occhi e disturbi come cherato-congiuntivite allergica. Non fanno eccezione gli altri dispositivi elettronici: anche aldeidi e radicali liberi rilasciati dalle sigarette elettroniche, infatti, possono alterare la stabilità del film lacrimale e causare alterazioni infiammatorie delle cellule epiteliali corneali”. Per gli sportivi, questo significa che la prevenzione passa anche da abitudini quotidiane più attente, soprattutto nei periodi di maggiore sensibilità allergica.

Occhi rossi per allergia e sport

Quali sono i sintomi da riconoscere

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Gli occhi allergici non vanno banalizzati, soprattutto se i sintomi interferiscono con l’allenamento o persistono anche dopo l’attività fisica. “I sintomi allergici oculari più comuni sono rossore, gonfiore e prurito, ma anche bruciore, lacrimazione e fastidio alla luce. A volte si associano disturbi nasali, cefalea, bruciore alla gola e tosse”, sottolinea Balestrazzi. “È importante rivolgersi all’oculista per una diagnosi corretta e una terapia appropriata, evitando il ricorso indiscriminato a colliri antibiotici o cortisonici. Un’attenzione particolare va riservata ai portatori di lenti a contatto e ai bambini, che possono presentare forme anche severe con danni che possono protrarsi nel tempo favorendo lo sviluppo di patologie corneali vere e proprie”. Il consiglio vale ancora di più per chi usa lenti a contatto durante lo sport: irritazione, secchezza e allergia possono rendere le lenti meno tollerabili e aumentare il rischio di fastidi.

Allenarsi all’aperto sì, ma con qualche precauzione

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Proteggere gli occhi non significa rinunciare allo sport outdoor. Significa scegliere meglio quando e dove allenarsi, limitare l’esposizione nei giorni critici e non improvvisare terapie. “Proteggere gli occhi in primavera non significa solo trattare il sintomo, ma anche ridurre l’esposizione ai fattori che possono alimentarlo. Per questo servono informazione corretta, diagnosi precisa e consigli personalizzati”, conclude la presidente Aimo.

Cinque consigli per chi fa sport all’aria aperta

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Per non rinunciare all’allenamento all’aria aperta, basta seguire alcuni semplici accorgimenti: “Il primo gesto da evitare - raccomanda Balestrazzi - è strofinare gli occhi. Anche se il prurito è forte, sfregarli può peggiorare irritazione e infiammazione. Meglio usare occhiali da sole avvolgenti quando ci si allena all’aperto: aiutano a ridurre il contatto con pollini, vento e particelle irritanti”. Inoltre, prima di uscire, è utile controllare le previsioni dei pollini e, quando possibile, anche la qualità dell’aria. Nei giorni con livelli elevati, conviene ridurre il tempo all’aperto o scegliere percorsi meno trafficati. “Chi soffre spesso di sintomi oculari può portare con sé colliri a base di sostituti lacrimali, meglio se consigliati dallo specialista, oppure colliri antistaminici quando indicati. Infine, attenzione al fai-da-te. Se rossore, prurito, lacrimazione o fastidio alla luce persistono, serve una valutazione oculistica per impostare la terapia più adatta”, conclude l’oculista.

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