Matteo (in campo quasi 20 ore nel torneo) si limita ad una seduta di mezz'ora prima di pranzo per risparmiare energie. Flavio invece si allena per un'ora alle 16.30
5 giugno - 13:44 - PARIGI
L’ora fatale della prima semifinale tutta italiana in uno Slam si sta avvicinando, ed è ancor più incredibile che tra i protagonisti non ci siano Sinner e Musetti, cioè il numero uno del mondo e quello che prima del torneo era il secondo giocatore azzurro in classifica, anche se assente per infortunio. La dimostrazione della profondità e della ricchezza del nostro movimento, capace di produrre una solida base di eccellenti giocatori in grado di cogliere le opportunità migliori, perfino negli Slam, quando se ne presenti l’occasione.
LA GIORNATA
—
Flavio Cobolli (ora è diventato lui il secondo italiano nel ranking) e Matteo Arnaldi, va detto, si sono meritati questo palcoscenico con un torneo che ne ha confermato le qualità tecniche e fisiche nonché una mentalità da campioni. Il loro avvicinamento alla partita più importante della carriera ha seguito nella giornata percorsi diversi. Dopo la sveglia e la colazione, Arnaldi ha optato per un allenamento blando, di mezz’ora, sullo Chatrier, da mezzogiorno e tre quarti all’una e un quarto, una rifinitura per affinare gli ultimi dettagli e prendere ancor più confidenza con il Centrale. Comprensibile la scelta di Matteo: in questo modo potrà dedicare le prime ore del pomeriggio alla tranquillità del riposo, dopo essere rimasto in campo 19 ore e 42 minuti nelle precedenti 5 partite. Quando arriverà allo Chatrier un paio d’ore prima del match, fissato per le 19, incrocerà probabilmente Cobolli, che invece ha programmato un allenamento di un’ora alle 16.30 su un campo laterale che serva da proficuo riscaldamento ma anche da ultima occasione per provare gli schemi della partita. Per entrambi, poi, gli ultimi esercizi di scioglimento negli spogliatoi prima dell’appuntamento che vale una carriera.



