Nuovi sospetti sulla Mercedes: la Fia indaga sulla chiusura dell'ala anteriore

2 ore fa 1

Le scuderie hanno chiesto alla Federazione chiarimenti sull'ala anteriore mobile della W17, in grado di chiudersi in due fasi distinte garantendo un vantaggio in frenata

Jacopo Moretti

25 marzo - 13:01 - MILANO

Riflettori puntati sulla Mercedes. Di nuovo. Neanche il tempo di archiviare il caso del rapporto di compressione (in attesa delle modifiche regolamentari) che la scuderia tedesca è finita nuovamente nel mirino dei rivali. Questa volta ad alimentare i sospetti sarebbe l’ala anteriore mobile della W17, in grado di chiudersi in due fasi distinte garantendo un vantaggio in frenata. E allora ecco le prime richieste di chiarimenti alla Fia, che già in Giappone promette controlli più approfonditi.

la trovata mercedes

—  

Ma andiamo con ordine. I nuovi regolamenti prevedono l’adozione di sistemi di “aerodinamica attiva”, ovvero profili sull’ala anteriore e posteriore che possono essere attivati manualmente dal pilota. Le fasi di apertura e chiusura, secondo le regole, devono avvenire entro 400 millisecondi. E qui sorgono i primi dubbi sulla soluzione adottata dalla Mercedes: diversi filmati mostrano come sulla W17 il movimento di chiusura dell’ala anteriore avvenga in due momenti distinti. Il primo, parziale, nel rispetto dei 400 millisecondi richiesti dal regolamento, mentre il secondo, che porta alla chiusura totale del profilo, richiede altri 450 millisecondi.

i vantaggi

—  

Poca roba, verrebbe da pensare. Non è così. La chiusura “controllata” dell’ala anteriore permette infatti di ridurre gli effetti del brusco trasferimento di carico verso l’avantreno in fase di frenata, ottenendo una vettura più stabile e prevedibile in ingresso curva. Comunque abbastanza per insospettire i rivali della Mercedes, che avrebbero presentato una richiesta di chiarimento alla Federazione già la domenica sera dopo il GP di Cina.

è regolare

—  

La palla passa ora all’ufficio tecnico della Fia che, come riportato da AutoRacer, già in Giappone effettuerà dei controlli più approfonditi. Ma non è detto che la soluzione risulti irregolare. I tecnici della Stella, infatti, potrebbero aver studiato un sistema in grado di rallentare la chiusura soltanto sotto la spinta di un determinato carico aerodinamico, risultando invece conforme al tempo limite durante i test statici. Vedremo. Nel frattempo, la Formula Uno fa tappa a Suzuka, pista esigente sotto ogni punto di vista e in grado di premiare la miglior monoposto. La Mercedes punta a confermarsi, questa volta, però, con qualche preoccupazione in più.

Leggi l’intero articolo