Reduce da 11 successi consecutivi la squadra di New York non si spaventa neanche per l'infortunio di Robinson ed è pronta ad affrontare gli Spurs
Simone Sandri
2 giugno - 19:06 - NEW YORK
La Grande Mela si prepara all’evento sportivo più atteso da decenni (gara 1 nella notte tra mercoledì e giovedì). Yankees, Giants e Rangers hanno un peso specifico importante nella metropoli newyorchese (senza dimenticare le altre squadre pro della città che però restano un gradino sotto a livello di popolarità), ma i Knicks sono un’altra cosa, il vero cuore pulsante sportivo di Gotham City. Dopo un lunghissimo periodo caratterizzato da tante promesse ma poi soltanto inevitabili delusioni, adesso il tanto criticato James Dolan può finalmente sorridere e lo fa grazie a un gruppo per certi versi sorprendente assemblato dalla sapiente mano di Leon Rose, arrivato in città a fari spenti dopo gli altisonanti ma fallimentari passaggi di leggende del basket come Isaiah Thomas o Phil Jackson, ma in grado di esaltare una tifoseria alla disperata ricerca di una squadra vincente.
knicks al top
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I Knicks adesso stanno volando e arrivano all’affascinante sfida con gli Spurs non solo reduci da qualcosa come 11 successi consecutivi, ma anche sprizzando fiducia da tutti i pori. La compagine newyorchese agli occhi degli esperti e dei bookmaker resta sfavorita contro Wemby e compagni ma nessuno in casa Knicks sembra preoccuparsene. Nemmeno la tegola capitata post cappotto ai Cavaliers, la frattura del mignolo della mano destra subita da Mitchell Robinson che ha richiesto un intervento chirurgico (il giocatore dovrebbe comunque essere a disposizione per gara-1), ha tolto il buonumore a una squadra che in questo momento sta producendo una pallacanestro stellare.
mosse vincenti
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Tutto naturalmente gravita intorno a Jalen Brunson, la prima grande mossa vincente dell’era Rose. Strappato ai Mavericks da free agent nell’estate del 2022 grazie a un contratto che un po’ tutti allora consideravano “rischioso” (quadriennale da 104 milioni), l’ex stella di Villanova nella Grande Mela è cresciuto in maniera esponenziale, diventando non solo il leader del gruppo ma anche una guardia abbonata ai quintetti All Nba e il giocatore forse più affidabile e decisivo nell’ultimo quarto dell’intera Lega. La cavalcata della postseason 2026 ha confermato anche la validità delle coraggiose scelte di Rose, in grado di leggere nel modo migliore le potenzialità di una serie di giocatori sulla carta interessanti ma anche con qualche lacuna. Se sul talento di Towns, per esempio, non c’erano dubbi, il carattere e la continuità, invece, sembravano sempre un puzzle da risolvere per l’ex Timberwolves che piano piano ha conquistato il Garden diventando, post gara-3 ad Atlanta, il giocatore con più impatto nel cambio di passo della squadra. Ora per lui arriva la sfida più complicata, con l’alieno di San Antonio da esorcizzare, ma KAT sembra pronto, conscio di poter contare sulla fisicità di Robinson, i cui minuti sul parquet saranno fondamentali per la marcatura di Wemby, e sull’aiuto di Anunoby. L’ex Raptors sta producendo un’altra postseason da cinema, mostrando una solidità incredibile sui due lati del campo. In questi playoff OG tira con il 58% dal campo e con il 48% dalla lunga distanza e resta il difensore più versatile a disposizione di Mike Brown.
bridges e hart
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Senza la crescita di Bridges, passato dal grande quesito per lo staff tecnico nelle prime tre gare della serie con Atlanta, a pedina fondamentale, e l’energia e la leadership di Hart i Knicks comunque difficilmente avrebbero raggiunto il traguardo delle loro prime Nba Finals dal lontano 1999. Josh Hart peraltro rappresenta in tutto e per tutto lo spirito Knicks, un giocatore in grado di andare oltre i propri limiti e diventare fondamentale per il club newyorchese che di certo non si vuole accontentare del risultato raggiunto. Contro San Antonio Mike Brown ha anche bisogno di produzione e affidabilità da parte della sua panchina, con un caldissimo Shamet e McBride pronti a dare il loro contributo a livello offensivo, senza dimenticare Clarkson e l’energia di Alvarado. Gli Spurs saranno i favoriti sulla carta ma New York si sente pronta per l’impresa.



