"Non sapeva usare il cambio manuale e non metteva la freccia". Ecco come Kimi Antonelli ha preso la patente

2 ore fa 1

Parla l'ingegnere Sara Giusti, l'esaminatrice dell'esame su strada del pilota Mercedes: "All'inizio non era abituato a scalare le marce e non metteva la freccia nei sorpassi, poi ha imparato alla grande. Ed è tornato in motorizzazione con un regalo..."

Oscar Maresca

18 marzo 2026 (modifica alle 16:55) - MILANO

Il secondo pilota più giovane di sempre a vincere un Gran Premio fino all’anno scorso non aveva neppure la patente. Andrea Kimi Antonelli ha debuttato in Formula 1 sul circuito di Melbourne nel marzo 2025, poche settimane dopo aver superato l’esame pratico a bordo di una Volkswagen Golf grigia con cambio manuale, doppi pedali e l’enorme adesivo “scuola guida” sullo sportello anteriore. “Quando si è presentato alla Motorizzazione di San Marino era tesissimo. Aveva studiato le regole dai libri, ma il quiz è un ostacolo per tutti. Prima di cominciare il test su strada doveva superare quello teorico. Ha sbagliato una sola risposta sulle luci di stazionamento. D’altronde, in pista si corre, non c’è mica da fermarsi”. L’ingegnere Sara Giusti è stata l’esaminatrice del classe 2006 anche durante la prova su strada: “Kimi aveva fatto pratica con l’auto della zia e il furgone di papà Marco. Non è abituato a guidare macchine con il cambio manuale. Era fine gennaio 2025, mancava pochissimo al suo esordio ufficiale in Australia. Così ho avuto un’idea”. 

Ci racconti. 

“Chiesi a Kimi quanto fosse lungo il tracciato di Melbourne. Lui rispose sicuro: ‘Cinque chilometri’. E io: ‘Allora guideremo per la stessa distanza qui a San Marino’. È stata un po’ la sua prova generale prima del debutto in F1”. 

Come se l’è cavata? 

“Direi benissimo. Kimi è un ragazzo timido, educato, tranquillo. Durante l’esame di guida non ha avuto alcuna esitazione in partenza. Il percorso era semplice: salite, discese, un parcheggio in retromarcia. Non spingeva sull’acceleratore, tutt’altro. Era un po’ impacciato con cambio e pedali, ma molto attento a rispettare i limiti. Devo ammettere che in un paio di sorpassi ha pure dimenticato di mettere la freccia”. 

L’abitudine della pista… 

“Gliel’ho subito fatto presente: ‘So che il tuo lavoro è superare gli altri piloti, ricordati però che in strada ti tocca segnalarlo’. Lui si è subito corretto”. 

Un esame superato senza problemi. 

“Non poteva sbagliare, la data successiva sarebbe capitata durante la stagione. Quando gli ho comunicato l’esito positivo era felicissimo. Kimi ha aspettato il suo turno in fila mentre stampavamo il documento. Abbiamo anche scattato qualche foto, poi ci siamo salutati. Ma a fine giornata è tornato inaspettatamente alla Motorizzazione”. 

Come mai? 

“Ha voluto farci un regalo. Ha stampato quegli scatti e creato un collage: c’è la foto nella nostra auto, quella con la patente e una a bordo della sua Mercedes. Tutto accompagnato da una dedica speciale: ‘A Sara e a tutto l’ufficio, con simpatia’. Il quadro è appeso al muro dietro la mia scrivania”. 

Un anno dopo quell’esame è arrivata la prima storica vittoria di Antonelli in Formula 1 al GP di Cina. 

“E pensare che sono stata io a consegnargli la patente. Adesso spero che nei sorpassi su strada, Kimi non dimentichi la freccia”.

Leggi l’intero articolo