Provata solo nelle libere in Cina, la nuova ala posteriore della SF-26 sarà in pista per la prima volta in tutto il weekend
Paolo Filisetti
18 marzo - 18:50 - MILANO
La Ferrari, in Cina, dopo l’unica sessione di prove libere disponibile, trattandosi di un weekend sprint, ha accantonato l’ala posteriore “Macarena”, utilizzando per il resto del fine settimana la versione tradizionale, con l’attuatore centrale. Da molti, ciò è stato letto come una bocciatura della originale interpretazione dell’ala posteriore che aveva debuttato per pochi giri nell’ultima sessione di test in Bahrain. In realtà, come anche lo stesso team principal della Scuderia Fred Vasseur, ha dichiarato a Shanghai, non si è trattato di questo, bensì dell’inopportunità di correre rischi a livello prestazionale schierando una soluzione con un setup, di fatto, deliberato solo dopo una singola sessione di prove, dunque fortemente legato ai dati di simulazione.
ritorno in giappone
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La “Macarena” ritornerà in Giappone, ma a differenza di quanto visto in Cina, non per un ulteriore test per migliorarne l’integrazione sulla SF-26, infatti, da nostre informazioni il suo utilizzo è previsto sull’intero fine settimana di Suzuka. Un dato che ulteriormente conferma questa indiscrezione è dovuto al fatto che ne sono stati approntati anche i ricambi necessari disponibili per entrambi i piloti. Una pianificazione precisa, dunque, da parte della Scuderia, che in Cina ha potuto raccogliere dati non solo rilevanti per l’integrazione in vettura, ma anche per la valutazione della “robustezza” della soluzione di apertura mediante gli attuatori annegati nelle paratie laterali. Eventuali micro modifiche del meccanismo interno, infatti, potranno assicurare l’ampia rotazione assiale dei flap, scongiurando problemi di affidabilità del sistema.
i dettagli
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Nello stesso tempo una più precisa sincronizzazione tra la chiusura dei flap posteriori con quelli dell’ala anteriore dovrebbe, invece, permettere di annullare anche un lieve squilibrio tra asse anteriore e posteriore, riscontrabile seppur non in modo sostanziale nel corso della FP1 a Shanghai. La Ferrari, dunque, crede alla bontà di questa soluzione frutto di una lettura originale del regolamento, ma rispettandolo alla lettera. L’effetto del completo ribaltamento dei flap, con l’aerodinamica attiva azionata, è quello di ridurre in modo molto più sostanziale la resistenza all’avanzamento, ma anche di generare lift (sollevamento) seppur impercettibile del retrotreno, incrementando l’espansione del flusso d’aria in uscita dal diffusore. Qualcosa in grado di incrementare di alcuni chilometri orari la velocità massima in rettilineo, a parità di potenza erogata dalla power unit. Una soluzione che, a livello di bilancio energetico, che come si è potuto constatare, rappresenta il fattore di competitività più rilevante quantomeno in questo inizio di stagione, può essere efficace nella rincorsa alla Mercedes.


