La notizia dell'addio del tecnico è stata accolta con un like su Instagram dall'olandese, deciso a tornare in azzurro insieme all'amico Neres. E anche il papà conferma: "Non vede l'ora di rientrare in Italia"
La quiete dopo la tempesta. Per Noa Lang è arrivata alla notizia dell’addio di Antonio Conte. Lo dimostra quel like liberatorio su Instagram all’annuncio della separazione dalla panchina azzurra. Sarebbe dovuta essere la stagione della consacrazione, è stata quella dei rimpianti per Noa. Arrivato all’ombra del Vesuvio nella scorsa sessione di mercato estivo, chiamato a ricoprire l’ingeneroso ruolo di sostituto di un certo Khvicha Kvaratskhelia, Lang ci ha messo anche del suo per complicare la sua prima stagione in Serie A.
i conti con conte
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Nella presentazione in conferenza stampa, dal ritiro di Dimaro, ha alzato le aspettative con dichiarazioni piuttosto spocchiose, che si sono rivelate un boomerang: “Amo dribblare, da me aspettatevi tanti tiri. Sono il tipo di giocatore che il tifoso vuole vedere allo stadio. In Champions mi raddoppiano spesso e volentieri e mi piace, così posso superare due difensori con un dribbling”. Senza contare la provocazione rivolta a Conte, dopo la sconfitta per 6-2 a Eindhoven: “Ho parlato solo una volta con lui… Vorrei giocare di più, mi alleno duramente, ma non ho altra scelta, ho firmato un contratto e devo accettare la situazione”.
panchina e addio
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Malgrado avesse convinto nelle rare apparizioni da titolare, esterno a sinistra, coadiuvato a destra dall’amico fraterno Neres, anche nella trasferta di Supercoppa a Riad è stato relegato in panchina. Conte gli ha preferito sempre qualcun altro, anche adattato, da Elmas a Spinazzola, ma soprattutto Neres e McTominay. Tanto che Noa Lang è stato uno dei primi nomi scritti da Conte sul taccuino alla voce partenti di gennaio. Destinazione Galatasaray, in prestito a 2 milioni con diritto di riscatto fissato a 28, che il club turco ha fatto sapere di non voler esercitare. Nonostante l’epilogo, Lang in Turchia ha trovato continuità in campo e calore da parte dell’ambiente. Giusto il tempo di festeggiare la vittoria del campionato e poi è rientrato a Napoli per salutare suo “Fratello David” (Neres) e concedersi qualche ora di relax in costiera prima degli impegni con la nazionale olandese. La verità è che Noa è tornato per restare, per riscattarsi e, magari, far esaltare i tifosi al Maradona con i suoi dribbling, come aveva promesso al suo arrivo.
a volte tornano
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“Non vede l’ora di tornare a Napoli. Vuole avere successo lì”, assicura Jeffrey Lang ai microfoni di De Telegraaf. Il padre di Noa, intento a seguire gli allenamenti del figlio con l’Olanda, ci ha tenuto a far sapere le intenzioni dell’esterno di proprietà del Napoli, così come la ritrovata voglia di mettersi al servizio della squadra e, senza dubbio, del nuovo allenatore: “Nel calcio bisogna far parlare i piedi e ora sta a lui dimostrare di essere da Napoli”. Lavorare a testa bassa e sfruttare le occasioni che gli verranno concesse è questo il consiglio del padre sia per il prossimo Mondiale con l’Olanda (il suo ruolo è già occupato da Cody Gakpo), sia per l’eventuale seconda chance al Napoli (a sinistra c'è Alisson Santos): “Noa deve aspettare pazientemente il suo turno e dare prova di sé in allenamento. E poi cogliere l’occasione quando si presenta, senza tirarsi indietro”.
operazione riscatto
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Criticato perché troppo social, troppo rapper, troppo sorridente, troppo timido in campo, Noa Lang ha trascorso i primi mesi della sua esperienza napoletana tra mille difficoltà. I problemi di ambientamento nello spogliatoio erano solo voci di corridoio, Noa anche dalla Turchia ha dimostrato di avere un ponte diretto con Napoli, soprattutto attraverso i social, si capisce. Non sono mai mancati i post dedicati all’amico Neres, della coppia “Mimi e Coco”, i commenti ai post degli ex compagni in azzurro, di supporto per gli infortuni e di complimenti per i successi. Noa non ha mostrato rancore neanche verso Alisson Santos, il brasiliano spacca partite che gli ha “rubato” il posto a gennaio e che deve aver incrociato solo per qualche ora negli spogliatoi di Castel Volturno. Tanto che dopo una delle sue migliori prestazioni, ad aprile contro la Cremonese, non ha resistito, lasciando un commento al post di Santos: “Craque”. Insomma, i presupposti per il riscatto a Napoli ci sono tutti. A partire dalla panchina: l’allenatore con cui Noa ha ammesso di non aver avuto 'alcun tipo di feeling' ha detto addio. Nel futuro del Napoli c’è Massimiliano Allegri che sarà ben felice di valutarlo in ritiro. O, magari di farsi un'idea guardandolo al Mondiale: del resto, l'occasione arriva quando meno te lo aspetti.




