Nelle ultime cinque partite i nerazzurri hanno segnato cinque gol, di cui due su calcio d'angolo e uno su rigore. Due ko, due vittorie e un pareggio
“No Lautaro, no party?”. Più o meno vero. Ma l'astinenza da capitano sta per finire. La buona (ottima) notizia di oggi per Cristian Chivu arriva infatti proprio dall'argentino che è tornato ad allenarsi e a correre in campo. Lui stesso ha documentato il momento sui social, con un sospiro di sollievo riassunto in quattro parole: "Bello rivedere il verde". Il numero dieci dell'Inter è fuori dalla gara di andata del playoff di Champions League col Bodo - era il 18 febbraio - ma ora, a quasi un mese da quel ko, vede il traguardo. La data cerchiata in rosso sul calendario è una: il 22 marzo, la domenica in cui i nerazzurri giocheranno a Firenze contro Kean e compagni. Lautaro punta quella trasferta (l'ultima prima della sosta per le nazionali) per tornare a mettere altri mattoncini scudetto in prima persona, per poi volare con la sua Argentina verso la Finalissima contro la Spagna in programma il 27 marzo.
l'inter senza il toro
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Senza il capitano è un’altra Inter e lo dicono i numeri: cinque gol in cinque partite, di cui due sugli sviluppi di un calcio d'angolo e uno su rigore, e solo il 40% di partite vinte. Con lui in campo la media è di circa il 77% da inizio stagione. Da quando si è fatto male contro il Bodo i nerazzurri hanno perso il ritorno contro i norvegesi, pareggiato a Como in Coppa Italia, perso di nuovo il derby e vinto contro Lecce e Genoa.
verso la fiorentina
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Queste le reti arrivate dopo il Bodo: hanno segnato Mkhitaryan, Akanji - entrambi su calcio d’angolo, l’arma segreta nerazzurra per sbloccare partite ostiche -, Dimarco, Calhanoglu su rigore e Bastoni. Nessuna delle altre punte scese in campo dall’inizio è riuscita a pungere: Pio Esposito, Thuram e Bonny. Lautaro s’è fatto male al polpaccio sul sintetico del Bodo Glimt, spauracchio per chiunque arrivi a giocare sopra il Circolo polare artico. È stato sostituito poco prima dei gol di Hauge e Hogh, i giustizieri dei nerazzurri. Tuttavia, come detto, visto il ritorno "sul verde" il piano è riaggregarlo al gruppo appena possibile per mettere minuti in vista della Fiorentina. Lautaro, come detto, punta a giocare la “Finalissima” contro la Spagna del 27 marzo, prevista inizialmente a Doha. Impossibile giocarla lì, ora. Il Qatar è stato uno dei Paesi del Golfo colpiti dai bombardamenti. Si dovrebbe giocare al Santiago Bernabeu. L’argentino, campione del mondo in carica, vorrebbe ovviamente scendere in campo.
le altre coppie
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Lautaro sta mancando all’Inter sotto più punti di vista. Il primo è emotivo, perché la sua “garra” traina il gruppo da sempre. Il secondo è tecnico. Quando gioca insieme a lui – e quest’anno l’ha fatto parecchie volte – Pio rende meglio e sforna assist. Fin qui gliene ha forniti tre in Serie A e uno in Champions League. Stesso discorso per Thuram, a caccia della forma migliore. Da quand’è rientrato dall’infortunio di fine ottobre ha segnato solo quattro gol in campionato in 16 partite. A referto anche la doppietta rifilata al Venezia in Coppa Italia e il guizzo contro il Bologna in Supercoppa Italiana. Marcus ha saltato il derby per via della febbre, a Bergamo si riprenderà la maglia da titolare. Contro la Dea ha segnato già due reti e non ha mai perso in cinque partite. Può portare bene.



