Nicole Minetti: 'Percorso adottivo nel rispetto della legge. Per mio figlio indebita esposizione mediatica'

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"Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto". A dirlo è Nicole Minetti in una nota.

"L'intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge - aggiunge - seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all'affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato". "Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa - afferma Minetti - risultano pertanto infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori".

"Ritengo doveroso intervenire per tutelare la mia persona, la mia famiglia e soprattutto mio figlio, gravemente esposti a una indebita e ingiustificata esposizione mediatica", prosegue Minetti. "Sono state diffuse ricostruzioni false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che, per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori".

"Di fronte a una grave patologia che ha colpito mio figlio, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza, al fine di garantire le migliori cure possibili", dice ancora Minetti. "In tale contesto - aggiunge - è stata individuata una struttura altamente specializzata a Boston, dove mio figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso".

Minetti precisa inoltre "di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna".

Una precisazione, quest'ultima, che arriva dopo che che da ambienti giudiziari milanesi si apprende che la procura generale di Milano, qualora l'istanza di grazia di Nicole Minetti si rivelasse fondata su elementi incongruenti e non veritieri, trasmetterà gli atti alla procura per l'apertura di una indagine a carico dell'igienista dentale. 

Tra gli accertamenti delegati all'Interpol ci sono anche quelli che riguardano il periodo in cu Minetti avrebbe soggiornato a Ibiza. Da quanto si è saputo, vista l'urgenza, il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa avrebbe chiesto di essere informato anche in caso di esiti parziali degli accertamenti.

La procura generale di Milano ha fatto infatti partire "accertamenti" attraverso l'Interpol "a tutto campo e con urgenza" sul caso Minetti "su fatti indicati gravissimi", quelli riportati dall'inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano.

I magistrati vogliono avere informazioni e documenti anche dall'estero, come dall'Uruguay, "su tutte le persone" di cui si parla, anche la stessa ex igienista dentale e il compagno Giuseppe Cipriani, oltre alla documentazione del tribunale uruguayano sulla causa per il minore. Lo hanno spiegato la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa. Al termine delle verifiche invieranno un parere al Ministero.

Gli accertamenti disposti con urgenza sul caso, in linea teorica e quando saranno definiti il più presto possibile, "potrebbero portare ad una modifica del nostro parere", che prima era stato positivo, hanno aggiunto.

"Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero, delega classica attivata in casi simili. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti. Il Ministero li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti. Ora l'interesse di tutti è chiarire i fatti indicati", hanno poi spiegato la pg il sostituto pg ai giornalisti.

"Tutte le iniziative saranno vagliate dagli organi competenti per le ulteriori indagini". Così il vice ministro della Giustizia Francesco Sisto sul caso Minetti.

Sulle precedenti verifiche, Sisto ha detto: "senza giudizi di responsabilità frettolosi, va detto che solo al termine degli approfondimenti sarà possibile stabilire la esistenza, o meno, dei presupposti di legge per l'ottenimento della grazia". Sulle modalità delle procedure, Sisto ha spiegato che il ministero non ha poteri di indagine e, di seguito al parere favorevole della Procura, ha formulato "un parere non vincolante, trasmesso alla presidenza della Repubblica".

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