Nico Paz ha la testa. E funziona bene

8 ore fa 2

Il talento offensivo poteva forzare la cessione, invece ha scelto la lealtà verso la piazza di Como e un altro anno con Fabregas

Condizione necessaria per ogni cappello del mondo è che ci sia una testa sotto. Nico Paz ce l’ha e funziona bene. Dunque, il Real Madrid se lo è ripreso per 10 milioni, il Como se lo è ricomprato per 60. Tra Real Madrid e Inter, che era pronta a tuffarsi, l’ha spuntata il Como, l’apparente vaso di coccio, avrebbe detto il Manzoni. Robe da Paz, hanno commentato altri. A questo punto, Nico cosa fa? Usa la testa.

il ragionamento

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Nel caso in cui il club lariano non avesse rilanciato, era pronto (e felice) di accettare le lusinghe dell’Inter, storica tana di argentini, compreso Zanetti che giocava con papà Paz; era pronto a passare da uno stadio da 12.000 anime a uno da 75.000 e a giocare la Champions nella squadra più forte d’Italia, con una mensilità più pingue. Ma il Como ha rilanciato. E allora? Avrebbe potuto travestirsi da Lookman o chiedere certificati al medico di Koopmeiners, forzare il trasferimento come fanno tanti, invece ha ragionato: "Devo gratitudine a questo club che mi ha fatto maturare. Ho 21 anni e una vita per arrivare all’Inter e al Real. Un altro anno qui, con un grande allenatore che mi ha costruito il Como attorno, in un ambiente che mi ama e non mi mette pressione, può fare solo bene alla mia crescita e alla mia prima, vera Champions". E così, salendo sull’aereo dell’Argentina, Nico si è messo in testa il cappellino del Como. Anche Marco Palestra, stessa età, si è imbarcato per Londra con un cappellino, ma i pensieri sono stati molto più numerici. Fabregas l’aveva promesso: "Paz non giocherà nell’Inter". Una di queste sere potrebbe festeggiare al Gaucho, il ristorante argentino di Zanetti.

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