Napoli, da De Bruyne a Neres: i rinforzi Allegri li ha già in casa

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Il tecnico vuole rilanciare i giocatori poco utilizzati l’anno scorso: occhio anche ad Anguissa e Beukema

Antonio Giordano

Collaboratore

21 agosto - 11:12 - NAPOLI

In fin dei conti, c’è un mercato ch’è rimasto immobile e uno che invece è riemerso quasi dal nulla: eppure, e non è un’invenzione, sono volati via appena dodici mesi dal momento in cui De Laurentiis mise sotto al suo braccio Kevin De Bruyne, mica un giovincello qualsiasi, e dopo avergli riconosciuto 10 milioni lordi alla firma e un biennale da 5,5 con opzione di rinnovo al terzo, introdusse a Napoli frammenti tiki taka o d’un calcio cerebrale. E più o meno, negli stessi giorni, altre cose ancora sarebbero accadute: ci volle una trattativa logorante sino alla sfinimento e un patto da 35 milioni di euro (pagabili in un triennio) per prendere la torre di Lucca, qualcuno che in un certo modo potesse essere combinato con Lukaku. E poco prima o subito dopo - che differenza fa? - sempre provvedendo con bonifico assai munifico, trentadue milioni al Bologna, a presentarsi a Castel Volturno fu Sam Beukema, che finì per accogliere Noa Lang, connazionale in arrivo da Eindhoven, dietro riconoscimento di ventotto milioni di euro allo Psv. Tutto ciò nell’estate del 2025, quella che pare lontana anni luce ma che nel bilancio - ovviamente - lascia squarci opaci, perché tra avere cento milioni e non averceli, le nonne di un tempo direbbero che ce ne sono duecento di differenza. Punti di (s)vista.

Anche loro

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Per un campionato intero, la maledizione s’è infiltrata a Castel Volturno o dove il Napoli fosse di casa: Neres si fece male in allenamento; Anguissa con la nazionale, entrambi sono diventati dettagli tecnici all’interno di quei nove mesi divenuti misteriosi per le cause di tutti quegli accidenti.

Rivalutazione

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Basta farsi un giro nel database del Napoli per accorgersi che (quasi) tutto ciò che ha rappresentato il mercato di un anno fa ha potuto incidere poco o niente nella evoluzione di una squadra decimata in ogni settore del campo e un club che tiene a se stesso, alla propria statura internazionale ma anche al benessere economico che ne garantisca solidità futura, ha bisogno di raschiare il fondo della memoria, ricordarsi chi sia stato e chi potrebbe essere ancora Kevin De Bruyne, come e perché abbia voluto Lang corteggiandolo per sei mesi, quanto abbia espresso Anguissa in questi suoi cinque Napoli, e però pure rielaborare il talento di Neres, la elasticità difensiva di Beukema e la consistenza di Lucca. I capitali, pure quelli umani, non si buttano via.

Adesso, a voi

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Non avendoli praticamente mai avuti, ed avendoli aspettati per tante, troppe serate, il Napoli e Allegri provano a riprendere dallo scaffale dei ricordi il genio e anche la sregolatezza di quei 100 milioni di euro adagiati per un tempo esagerato sulle barelle, in infermeria. Kevin De Bruyne rimane Kevin De Bruyne ma Napoli se lo è goduto per appena 1169 minuti: cosa volete che siano rispetto ai 3420 delle 38 giornate? Neres è sparito dai radar a gennaio, lasciando qualche dribbling in 925’, che farebbero dieci gare se fossero state giocate tutte assieme e non frazionandole! Anguissa si è dovuto accontentare di 1256’ e Beukema qualcosa in più ha potuto consentirselo (1680’) ma tra pregiudizi e diffidenza che si sono avvertiti sin sulla Luna; mentre Lucca (401’) e Lang (661’) è praticamente come se non si fossero avvertiti: presenze invisibili che a gennaio sono state dirottate altrove, con il rimpianto di aver speso cifre da mille e una notte.

Over

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E quindi è andata così e però non si butta via l’acqua sporca con tutto il bambino: Allegri è uomo di calcio e anche di mondo e ha deciso di provarci, per sé e per il Napoli, per Manna, per De Laurentiis. E per costruire una squadra che sia ambiziosa, che insegua uno dei quattro posti per la Champions, che viva da protagonista, ha ricominciato da ciò che il destino ha sottratto al Napoli: ci sono difensori (Beukema e però pure Rafa Marin, volendo), centrocampisti (Anguissa e De Bruyne) ed attaccanti (Lang, Lucca, Neres) che potrebbero orientare la rotta. Nessuno può aver dimenticato i fondamentali per un calciatore, tra cui sognare.

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