Dal round britannico di Foxhill all'ultimo appuntamento nella sua Arnhem, nessuno è riuscito a fermare la cavalcata di “The Bullet”. Dopo il discusso approdo alla Honda, l'asso olandese sembra ormai lanciato verso un altro titolo iridato da incorniciare
Adriano Bestetti
25 agosto - 14:10 - MILANO
La stagione che Jeffrey Herlings sta vivendo nel Mondiale Mxgp 2026 sembra frutto della fantasia di uno sceneggiatore. Dopo anni segnati da infortuni e continui stop forzati, il campione olandese è infatti tornato sotto la luce dei riflettori grazie a una delle annate più dominanti della sua già luminosa carriera. L’ennesimo capolavoro confezionato nell’ultima tappa Arnhem, nei Paesi Bassi, gli ha permesso di mettere un’ormai serissima ipoteca sul titolo iridato, che per lui sarebbe il sesto tra classe regina e Mx2. Herlings, da quest’anno portacolori Honda, guida la classifica con 795 punti contro i 652 del francese Romain Febvre, campione in carica della Kawasaki, quando mancano appena tre round al termine della stagione. In altre parole, potrebbe centrare il bersaglio grosso già nel prossimo appuntamento di Afyonkarahisar, in Turchia, in programma nel fine settimana del 5-6 ottobre.
la scommessa con honda
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Eppure, a inizio anno, non sarebbero stati in molti a scommettere su una sua rinascita così letale. Il passaggio da Ktm al team Hrc Petronas guidato da Giacomo Gariboldi, primo cambio di casacca della sua carriera dopo una vita alle dipendenze del marchio austriaco, ha rappresentato indubbiamente una svolta radicale, oltre che ricca di incognite. Il cinque volte iridato arrivava infatti da stagioni complicate sul piano fisico e avrebbe avuto solo una manciata di settimane a disposizione per adattarsi alla sua nuova Crf450R, moto che molti osservatori non consideravano la principale candidata al titolo. Lo stesso Herlings aveva definito la scelta una scommessa, spiegando di aver firmato senza aver prima provato né la moto né altri modelli del colosso giapponese. Questo nuovo connubio era percepito quasi come un progetto di ricostruzione per un fuoriclasse reduce da numerosi acciacchi e una squadra intenzionata a tornare al vertice. Ma oggi, alla luce dei risultati ottenuti, questo matrimonio appare tra i più sorprendentemente riusciti nella storia recente del motocross.
subito competitivo
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Il primo segnale di questa doppia riscossa è arrivato già nel round inaugurale di Bariloche, in Argentina, dove "The Bullet" e la sua Honda hanno incamerato subito una doppia vittoria e i primi 50 punti del 2026, lanciando così subito un messaggio inequivocabile alla concorrenza. Nella prima metà della stagione, l’asso olandese è incappato in tre ritiri, ma in tutte le altre occasioni non ha mai mancato l’appuntamento con il podio aggiungendo altri successi nell’Mxgp del Trentino a Pietramurata, a Lacapelle-Marival in Francia, di nuovo in Italia a Montevarchi e ad Águeda, in Portogallo. Dopo le prime undici tappe stagionali, Herlings era però secondo in campionato con 68 lunghezze da recuperare alla punta di diamante dello squadrone Ktm, il belga Lucas Coenen. Tuttavia, l’infortunio di quest’ultimo nell’appuntamento di Foxhill avrebbe segnato un drammatico rovesciamento della situazione.
la cavalcata trionfale
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La seconda parte dell’estate ha poi assunto i contorni di una vera e propria dimostrazione di forza da parte di Herlings e della Honda. A partire dall’Mxgp di Gran Bretagna, a metà luglio, l’olandese volante ha letteralmente spazzato via la concorrenza conquistando cinque doppiette consecutive: Foxhill, Loket in Repubblica Ceca, Fiandre a Lommel, Svezia a Uddevalla e il recente trionfo davanti al suo pubblico ad Arnhem. Spesso infliggendo distacchi abissali, a cominciare dai 45” di gara-1 a Lommel. E negli ultimi quattro fine settimana di gara ha conquistato la vittoria anche nelle gare di qualifica, ciascuna delle quali gli ha fruttato ulteriori 10 punti. È stato questo impressionante filotto di successi che gli ha consentito di scavare l’attuale voragine in classifica, con una continuità al limite dell’irreale nel motocross moderno.
il record di vittorie
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La stagione 2026 ha inoltre contribuito ad aggiornare ulteriormente uno dei record più prestigiosi del motocross mondiale. Herlings è infatti il pilota che ha collezionato più vittorie nella storia del mondiale motocross, primato conquistato nel 2023 quando superò i 101 successi firmati dal leggendario Stefan Everts. Da allora, il numero 84 ha continuato ad aumentare il proprio bottino, consolidando una leadership statistica che ne certifica una volta di più la grandezza. Con i successi di Arnhem è arrivato a quota 122. Dietro di lui, in questa graduatoria, figurano altre figure mitologiche della disciplina quali il “nostro” Antonio Cairoli con 94, Joel Smets con 57 e Tim Gajser con 52. Se però esiste un ambito nel quale Herlings viene considerato praticamente inarrivabile, questo è la sabbia. Pur non esistendo una classifica ufficiale dedicata esclusivamente alle gare disputate su questo fondo, l’olandese ne è unanimemente riconosciuto come il più grande specialista di tutti i tempi. Piste leggendarie come Lommel e la storica Lierop sono diventate il suo regno, con vittorie spesso ottenute infliggendo distacchi enormi agli avversari.
la resa di Lucas Coenen
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La fuga di Herlings nel mondiale Mxgp 2026 è stata favorita anche dalle difficoltà degli avversari, in particolare da quelle di Lucas Coenen. Il diciannovenne talento della Ktm, vicecampione del mondo 2025 nella sua stagione di debutto, sarebbe stato sicuramente il suo principale antagonista se non fosse stato per l’infortunio all’anca di Foxhill che l’ha costretto a saltare gli appuntamenti di Loket, Lommel e Uddevalla. Quattro round senza punti per lui che Herlings ha completato a punteggio pieno. Coenen è poi rientrato proprio ad Arnhem, ma la sua gara è durata poco: una caduta nelle qualifiche lo ha costretto a rinunciare a entrambe le manche mentre il rivale ha dominato in lungo e in largo. Febvre e Gajser, ora in forza alla Yamaha, al momento sono rispettivamente secondo e terzo in campionato, ma con ben oltre cento punti di distacco appaiono più impegnati nella lotta per il secondo posto finale che in una reale rincorsa all’incontenibile capoclassifica.
una carriera già leggendaria
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Se il mondiale Mxgp dovesse davvero prendere la strada che oggi sembra più probabile (con tutti gli scongiuri del caso), il 2026 diventerebbe una delle stagioni simbolo della carriera di Jeffrey Herlings. Un percorso iniziato con i titoli Mx2 conquistati nel 2012, 2013 e 2016 e proseguito con quelli della Mxgp del 2018 e del 2021, tutti conquistati in sella a moto Ktm. Ma non vanno dimenticate anche le annate più difficili costellate dagli infortuni, basti ricordare la frattura al femore del 2014, quelle di piede e caviglia del 2019, il gravissimo incidente di Faenza del 202o, la frattura complessa al tallone del 2022 o la rottura del crociato del 2024, solo per citarne alcune. La sua storia agonistica è quindi martoriata da operazioni chirurgiche e lunghe riabilitazioni che, oltre a costargli altri titoli, hanno spesso fatto pensare a un ridimensionamento definitivo del suo gigantesco potenziale. Invece l'oggi trentunenne Jeffrey Herlings è tornato ancora una volta alla ribalta nella maniera più spettacolare possibile, cambiando squadra, adattandosi a una nuova moto e dominando il campionato come nei suoi anni migliori. La terza corona della Mxgp è ormai all’orizzonte e, se riuscirà a completare l’opera, aggiungerà un altro memorabile capitolo a una carriera che già oggi lo colloca nell'élite assoluta del motocross mondiale.


