Musk lancia un messaggio distensivo sui dazi, Bessent verso le dimissioni

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 Donald Trump continua a giocare a golf e a difendere i dazi, entrati in vigore nella fascia base del 10%, mentre quelli variabili da Paese a Paese scatteranno dal 9 aprile. Il presidente ammette su Truth che "non sarà facile", ma invita a "tenere duro" perché "vinceremo". E - assicura - il risultato finale della sua "rivoluzione economica" sarà "storico", nonostante il terremoto finanziario globale, con la sola Wall Street che ha bruciato oltre 5000 miliardi in due giorni segnando venerdì la peggior seduta dal 2020.
    Nel frattempo il suo first buddy Elon Musk, in videocollegamento con il congresso della Lega, lancia un messaggio distensivo: "Spero che gli Usa e l'Europa riescano a realizzare una partnership molto stretta, c'è già un'alleanza ma spero sia più stretta e forte. E riguardo ai dazi ci sposteremo in una situazione di zero dazi nel futuro, verso una zona di libero scambio", ha detto rispondendo a una domanda di Matteo Salvini. "È la mia speranza per il futuro", ha aggiunto assicurando che "questo è il consiglio che ho dato al presidente (Trump, ndr)".

Resta da capire quanto pesi ancora la sua influenza, in un momento in cui sembra a fine corsa come dipendente speciale federale a capo del Doge, sempre più inviso anche a molti alleati di The Donald.
    Trump intanto potrebbe perdere un primo pezzo importante del suo governo, il segretario al Tesoro Scott Bessent, che sembra pronto a dimettersi non condividendo la linea dura sui dazi. Lo ha rivelato la conduttrice di Msnbc Stephanie Ruhle, una ex dirigente di Wall Street con buoni agganci nel mondo finanziario: "Le mie fonti dicono che Scott Bessent è un po' l'uomo strano lì (nel governo, ndr) e che, nella cerchia ristretta che ha Trump, il presidente non è vicino a Scott Bessent né lo ascolta". "Alcuni mi hanno detto che sta cercando una via di fuga per provare ad arrivare alla Fed, perché negli ultimi giorni sta davvero danneggiando la sua credibilità e la sua storia sui mercati", ha aggiunto.
   

Perdere il segretario del Tesoro dopo neppure tre mesi sarebbe un grave colpo per Trump. Bessent, che ha costruito la sua fortuna di 521 milioni di dollari gestendo hedge fund, era considerato un moderato, un esponente di Wall Street che poteva temperare gli impulsi del presidente. Pur dicendosi a favore dei dazi, non era pero' per un approccio così traumatico. Dopo l'annuncio di Trump nel cosiddetto "Liberation Day", aveva invitato a non reagire per evitare un'escalation, ma la Cina ha ignorato il suo suggerimento varando misure ritorsive. Mentre qualche iconica azienda mondiale ha cominciato a sospendere il suo export verso gli Usa, come la Jaguar Land Rover (di proprietà dell'indiana Tata Motors). Così Bessent si è ritrovato suo malgrado a diventare il volto di quello che The Economist ha ribattezzato in copertina come il "Ruination Day".


    Un altro segnale preoccupante per il presidente arriva da uno dei suoi alleati più stretti, il senatore texano Ted Cruz, che ha messo in guardia contro un potenziale "bagno di sangue" per il suo partito nelle elezioni di Midterm del 2026 se i dazi mandassero l'economia Usa in recessione. Cruz ha anche previsto nel suo podcast un destino "terribile" per la più grande economia del mondo se scoppiasse una vera e propria guerra commerciale e i dazi di Trump, così come qualsiasi misura di ritorsione sui beni Usa, rimanessero in vigore a lungo termine.
    
   

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