La guerra in Medio Oriente ha obbligato gli organizzatori a spostare il Gran Premio del Lusail International Circuit da aprile a novembre, in una stagione che terminerà quindi alla vigilia di dicembre
Massimo Falcioni
16 marzo - 15:56 - MILANO
Era nell’aria ma adesso è ufficiale. La crisi geopolitica e il sanguinoso conflitto in atto in Medio Oriente oramai aperto in quasi tutti i paesi del Golfo, ha imposto agli organizzatori del motomondiale lo spostamento di ben cinque mesi del GP del Qatar, e non solo. Il round del Qatar, già in programma in Aprile, è stato posticipato all’8 novembre 2026. L’annuncio è di domenica 15 marzo, giunto dopo la cancellazione del GP Formula 1 in Bahrain e Arabia Saudita. Così si è dovuto portare più avanti di una settimana anche gli ultimi due round iridati 2026, il GP del Portogallo (Portimao) si posticipa di una settimana e si farà il 22 novembre e il finale di stagione 2029 del GP di Valencia slitta lo stesso di una settimana, al 29 novembre.
sicurezza
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"La priorità è sempre la sicurezza di tutte le persone coinvolte nella MotoGP e garantire che ogni Gran Premio si svolga secondo i più alti standard possibili di sicurezza" ha detto l’amministratore delegato MotoGP Carmelo Ezpeleta impegnato anche a garantire ai possessori del biglietto di poter assistere alla gara di novembre: "Sappiamo che è importante chiarire ai nostri tifosi la possibilità di utilizzare i biglietti per l’evento successivo e ci tengo a ringraziare anche le località di Portimao e Valencia per la collaborazione e la flessibilità. Siamo fiduciosi che il programma aggiornato ci consentirà di preservare la qualità del campionato". Stessa posizione anche da parte degli organizzatori del GP in Qatar: "Rispettiamo e sosteniamo la decisione di rinviare il Gp del Qatar – ha detto Abdulrahman bin Abdullatif Al Mannai, Presidente della Federazione QMMF del Qatar e di Lusail- ringraziamo i tifosi, i team e i partner per la comprensione e il sostengo. Non vediamo l’ora di ospitare tutti a novembre".
unicum
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Nella storia, dal 1949, mai il Motomondiale ha avuto una stagione agonistica conclusa così in avanti, alla vigilia di dicembre. Va anche detto che il test post-corsa di Valencia è in programma il 1° dicembre, di fatto … sotto natale. Meglio toccare ferro perché a fine novembre/1 dicembre in quelle zone, particolarmente a Valencia, il rischio maltempo è reale e ancor di più quello delle basse temperature, poco sopra i 16-17° a centro giornata, con forti cali nel pomeriggio e il tramonto poco dopo le 17.30. La domanda viene spontanea: perché, a differenza di quanto accaduto in F1 dove sono stati cancellate ma non sostituite le gare di Bahrain e Arabia Saudita, il GP motociclistico del Qatar è stato "solo" spostato ma non eliminato dal calendario? La risposta è semplice. Perché il Gran Premio in Qatar porta al promoter soldi come nessuna altra tappa del motomondiale. E ancora: perché il GP del Qatar non è stato portato da aprile in estate dato che il calendario 2026 poteva ospitarlo con disponibilità ben prima di novembre: quattro settimane tra il GP del Sachsenring e Silverstone e tre settimane tra Silverstone e Aragon. Sono gare in programma tra luglio e agosto, giorni in cui nella penisola arabica ci sono temperature che non consentono di correre, neppure di notte.
triple header
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Comunque, gli spostamenti decisi, portano di nuovo la MotoGP alla triple header, cioè a tre gare consecutive senza alcuna pausa: si correrà da Phillip Island (Australia) a Sepang (Malesia) a Losail (Qatar) in tre week end consecutivi, uno dietro l’altro. Resta, tuttavia, la questione centrale: quella della guerra, sulla durata del conflitto nel Golfo. Anche con la fine delle ostilità servono comunque settimane e settimane per potere avere la garanzia di avere tutto a posto, di non correre rischi. Intanto, serve fermare il rombo del callone e il fischio dei droni.


