Lo rivela uno studio condotto dagli ortopedici e traumatologi ospedalieri d'Italia (Otodi), incentrato sul centro storico di Roma. L'indagine parte dalla prima autorizzazione all'uso dei monopattini in sharing nel 2018 e arriva a coprire tutto il 2024. Colpiscono l'assenza di casco e di protezioni. Le nuove regole puntano a migliorare la sicurezza
Armando Bavaro
16 aprile - 18:00 - MILANO
Traumi al volto, ai denti o lesioni neurochirurgiche; visite ortopediche che rilevano fratture del polso, della clavicola o dell'omero ma anche della tibia, della rotula e della caviglia. Queste sono le principali diagnosi di chi giunge in ospedale dopo essere stato coinvolto in un incidente a bordo del proprio monopattino elettrico. Lo studio, condotto dagli ortopedici e traumatologi ospedalieri d'Italia (Otodi) e incentrato sul centro storico di Roma, parte dalla prima autorizzazione all'uso dei monopattini in sharing nel 2018 e arriva a coprire tutto il 2024. Nello specifico, ad essere presi in considerazione sono gli accessi nei Pronto Soccorso dell'ospedale San Giovanni e del Policlinico Umberto I. La ricerca, a cura tra gli altri di Andrea Fidanza, presidente degli ortopedici "under 40" di Otodi Young e del presidente nazionale Otodi Marco Mugnaini, è stata pubblicata sul Journal of Orthopaedic Reports: "I numeri sono davvero alti e impattano sulle sale gessi così come sugli ambulatori di traumatologia, sulle sale operatorie e sui costi per il Servizio sanitario nazionale. Preoccupa il basso uso del casco e l'elevato numero di fratture che richiedono interventi chirurgici", spiegano Fidanza e Mugnaini.
i dati
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I dati elaborati da Otodi e che emergono dallo studio pubblicato rivelano che, al netto delle dimissioni per escoriazioni e danni minori senza gravi conseguenze in Pronto soccorso, in un caso su quattro i feriti riportano traumi al volto, al viso (naso e denti) e alla testa, e in otto casi su dieci è necessaria una visita ortopedica alla ricerca di eventuali fratture alle braccia o alle gambe, che vengono scoperte nella metà dei casi. Nei sei anni oggetto di indagine, ben 441 pazienti con traumi, di cui il 71% uomini e il 70% tra i 15 e i 35 anni, hanno necessitato di visita specialistica e oltre il 25% di questi ha dovuto sottoporsi ad un'operazione in seguito a fratture dell'arto superiore (27%) e dell'arto inferiore (25%). Di queste 441 persone, solo 36 indossavano il casco al momento dell'incidente, mentre nessuno di loro indossava polsiere o gomitiere. Il 78% degli incidenti deriva da cadute singole, spesso per pavimentazione irregolare, superfici rese scivolose da pioggia o fogliame, oppure dalla comune distrazione, mentre il restante 22% è dovuto a collisioni, per lo più contro ostacoli fissi (pali, cestini, arredo urbano). Il 63% degli incidenti avviene nel periodo estivo, tra giugno e settembre, che è il mese più critico, e in una settimana il venerdì è il giorno di maggiore picco. Ma gli incidenti sono abbastanza spalmati durante tutta la settimana, a riprova dell'uso quotidiano che molti lavoratori fanno del monopattino per spostarsi aggirando traffico, carenza di mezzi pubblici o per una scelta ecologica. Per la sanità pubblica il conto è salato: "Una sala operatoria, senza considerare l'impianto di placche, protesi o viti, costa 1.900 euro l'ora a cui vanno sommati i circa 600 euro a notte per il ricovero", avvisa ancora Fidanza.
nuove regole
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Ecologici e a basso prezzo, negli ultimi anni i monopattini sono diventati per molti la soluzione per muoversi nel traffico ma con un costo crescente in termini di salute pubblica. Lo studio si inserisce in un quadro nazionale che registra una forte crescita di incidenti: i dati Aci–Istat riportano, per l'Italia, migliaia di incidenti l'anno con decine di morti, in aumento costante rispetto agli anni precedenti. Per rispondere a questa emergenza, il nuovo Codice della Strada ha predisposto diverse novità per l'utilizzo del monopattino elettrico, sia in sharing che privati, tra cui casco obbligatorio, circolazione solo su strade urbane, limiti di velocità, obbligo di assicurazione RC, luci, frecce e freni omologati, giubbotto o bretelle riflettenti dopo il tramonto, nonché lo stop alla guida su marciapiede o contromano, al trasporto di passeggeri, oggetti e animali, e al passaggio su corsie riservate a bus o taxi. Alcune città sono andate oltre, come Firenze, che a partire dal 1 aprile 2026 ha deciso di interrompere il servizio di monopattini in sharing seguendo l'esempio di Parigi e Madrid, a causa dei problemi di sicurezza e di parcheggio selvaggio. In tema di sicurezza, gli autori dello studio sottolineano alcune priorità: miglior manutenzione del manto stradale, soprattutto nei centri storici; eventuali corsie dedicate o percorsi più sicuri per monopattini e bici; campagne di sensibilizzazione sull'uso del casco e delle protezioni; controlli più efficaci su velocità, uso corretto dei mezzi e rispetto delle regole. "Ridurre gli incidenti significa agire insieme su tre fronti: norme chiare e applicate, infrastrutture sicure e responsabilità individuale di chi guida. I monopattini elettrici possono essere una risorsa per la mobilità sostenibile, ma non a scapito della sicurezza di utenti e pedoni", concludono gli ortopedici Otodi, che promettono di continuare a monitorare il fenomeno.



