Mongol Rally: come funziona la corsa più pazza del mondo

2 giorni fa 4

Laerte Salvini

15 luglio - 12:40 - MILANO

Mongol Rally 2026: 16.000 km da Praga al Kazakistan con un'auto sotto i 1.000cc. Regolamento, costi reali, percorso e come iscriversi all'edizione 2027

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Una corsa fuori da ogni schema

Una corsa verso percorsi sperduti, senza un fine preciso, lontano dai canoni classici del motorsport. Chiedete in giro cos'è il Mongol Rally e otterrete quasi sempre un'espressione vuota. Non è un rally nel senso in cui lo intende chiunque abbia mai visto una prova speciale: non ci sono cronometri, né tanto meno navigatori con le note, per di più non esiste un vincitore. Non è nemmeno un raid nello stile della Dakar, perché non esiste una carovana, un'assistenza o un bivacco organizzato. E non è un viaggio di gruppo, perché nessuno ti dice dove andare. È qualcosa di più semplice e di molto più strano. Un'organizzazione britannica, The Adventurists, organizza una gigantesca festa vicino a Praga, invita centinaia di persone a presentarsi con la peggior automobile che riescono a trovare, comunica un punto sulla mappa dall'altra parte del continente e poi si fa da parte. Quello che accade nei successivi sedicimila chilometri non è affar loro. Nessuna classifica, nessun premio, nessuna gloria sportiva. L'unico riconoscimento previsto è arrivare, prima o poi, in un modo qualsiasi. Chi finisce ultimo dopo essere rimasto in panne per due settimane in Uzbekistan, per la filosofia della casa, ha vinto meglio di chi è filato liscio. Il resto di questa storia serve a spiegare come sia possibile che una cosa del genere esista da più di vent'anni. E perché ogni anno vada esaurita.

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