Modric, la clessidra scorre: Luka e una chiamata del Milan che (ancora) non arriva

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Ibra lo aveva contattato, poi la rivoluzione societaria ha congelato tutte le situazioni. Più passa il tempo, più l'assenza di certezze giocano a sfavore di una sua permanenza

Il Pallone d'oro è ancora lì, a fare bella mostra di sé accanto a tutto il resto che il Diavolo è riuscito a infilare in bacheca nei suoi 126 anni di storia. La sala dei trofei di Casa Milan in questo momento fa sanguinare i cuori dei tifosi rossoneri, che osservano il passato con sgomento nel pensare a quanto sta offrendo il presente. E anche quel Pallone d'oro affettuosamente prestato da Modric genera una certa angoscia: la gente milanista ormai si attende che Luka se lo porti via da un giorno all'altro e che spariscano entrambi. Se già l'estate scorsa si sentiva l'estrema necessità di una presenza forte, dovendo ripartire dopo un orribile ottavo posto senza mezza traccia d'Europa, figurarsi adesso. Senza una Champions dilapidata all'ultima curva e senza la struttura portante del club. Modric, agli occhi della gente rossonera, sarebbe il totem da cui provare a ripartire di nuovo, in questo oceano di incertezze. E invece.

orientamento

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E invece la situazione intorno a Luka è sempre più incerta col passare dei giorni. La prima mazzata è stata l'addio alla Champions. Poi è arrivato il licenziamento di Allegri e Tare. Bingo. Orientamento di base? Più no che sì, rientra nella logica. Però, c'è un però. Ovvero che una decisione definitiva comunque non è stata presa. È come se il croato sperasse in qualche modo di trovare un motivo valido per proseguire la permanenza a Milanello. Come se cercasse di agganciarsi disperatamente a qualche buon motivo per evitare di concludere nel peggiore dei modi l'avventura in rossonero. Il problema è che in questo momento quell'appiglio non c'è. Non ancora. E chissà quando - e se - arriverà. L'unico ad azzardare qualche tentativo con lui è stato Ibrahimovic (che intanto sui social prosegue la campagna promozionale di se stesso pre Mondiale). Gli ha telefonato più di una volta per indurlo a restare, ma ovviamente la situazione in termine societari è precipitata fragorosamente.

incertezze

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Modric avrebbe voluto partire per il Mondiale senza pensieri, dopo aver chiarito la sua vita professionale a partire da agosto. Ma qui non ci sono nemmeno i contorni per provare a immaginare qualcosa. Mettersi nei suoi panni in termini lavorativi non è facile: restare con tutti i rischi e le incertezze del caso, o mettere tristemente un punto a capo? Perché, da quanto si capisce, per Luka non è un no a prescindere: è l'incertezza il suo peggior nemico. E' guardarsi intorno e vedere un club dove al momento non esiste l'area sportiva. Dove non si sa chi siederà in panchina. Dove, in assenza di chiarezza, potrebbero ripresentarsi sgradevoli dinamiche interne. Ecco perché in questo momento il croato attende un cenno dalla società. O meglio, dalla proprietà. Un input chiaro sul quale possa basare le proprie riflessioni. Primo problema: se parliamo, appunto, di "questo momento", è ragionevole pensare che nemmeno la proprietà abbia le idee particolarmente chiare. Secondo problema: più trascorrono i giorni di silenzio, più aumentano le probabilità che arrivi il giorno in cui Modric porterà via il Pallone d'oro da Casa Milan.

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